sabato 6 agosto 2011

Capitolo 5: Sex (&) appeal

Il mio processo di ambientamento a Madrid scorre rapido. Rapidissimo. Mi sta portando esattamente nella direzione che avevo sperato: diventare una puttana un ragazzo di mondo.
Quando, nel post, precedente, ho scritto che gli spagnoli sono più nordici di quel che si pensa, non mi sbagliavo: se c'è una città nel mondo in cui ci si può immaginare gli abitanti come belli, fortemente indipendenti, con un carattere deciso e pronti a cogliere dall'albero il frutto più rosso... quella è Madrid. E New York. Però a New York sanno cosa sia la moda, qui invece se ne fottono alla grande. Piccole differenze che rendono più frizzante questo pazzo pazzo mondo.

Madrid è una città così grande... ed è così facile perdersi in mille appuntamenti, mille flirt, mille notti focose, mille hablamos (che corrispondono al nostro ci sentiamo)... ed è così difficile voler iniziare qualcosa di serio.
Perchè se il sogno di ogni ragazzino alle prime armi è dare un bacio, poi il bacio non basterà più e inizierà a voler toccare qualcosa. E dopo aver toccato qualcosa, questo non basterà più e vorrà avere la sua prima notte con qualcuno. E dopo aver avuto la sua prima notte di sesso, vorrà averla con qualcun altro di ancora più bello ma anche questo non basterà più. E si passerà, così, inesorabilmente, incredibilmente, involontariamente... a cercare il Principe Azzuro.

C'è chi lo cerca prima. C'è chi si rifiuta di cercarlo. C'è chi non lo cercherà mai. Ma la natura dell'essere umano è questa: cercare sempre il meglio. E, prima o poi, ci si stufa di cercarlo fuori dalle persone e si inizia a cercarlo dentro.

Pochi giorni fa avevo un appuntamento con Torardo.
Torardo non è il classico spagnolo. No. Spiacente ma Torardo non lo è.
Perchè Torardo , infatti, è L'ARCHETIPO DEL TORO.
Dopo un po' che stavamo chattando, mi invita a casa sua. Contrariamente a quanto si può credere, ogni volta che uno come Torardo (cioè uno che lèvati, oggi è qui e domani è sul megacartellone a Time Square a pubblicizzare la nuova collezione intimo di Armani), io mi impaurisco tanto tanto perchè mi faccio mille seghe mentali e penso "vabbè questo pensa che io sia alto 2 metri, che abbia il fisico da porco e che blablabla, appena mi vedrà dallo spioncino farà finta che non ci sia nessuno in casa".
Quindi con poco voglia gli dico "Va bene, vediamoci tra due ore da te, ok?"
E allora eccomi lì, camminare per le vie del centro (ah, tra l'altro ho scoperto una legge pressocchè matematica di Madrid: più ti allontani dal centro, più i ragazzi diventano meno attraenti. Ovviamente io abito in Centro. Ovviamente anche Torardo), dicevo, eccomi lì mentre cammino per le vie del centro, pensando "Vogliotornareacasavogliotornareacasavogliotornareacasa i bravi bambini a mezzanotte stanno a casa a dormire e non vanno in giro a disturbare i bei ragazzi".
DLIN DLON.
Perso nei miei pensieri di fuga, non mi ero neanche accorto che ero arrivato a destinazione e il mio ditino ha premuto il pulsantino del citofonino dell'indirizzino che mi era stato datino. Così. In automatico. Segno che comunque, mi farò le pippe mentali ma non sono mica scemo: giustamente volevo vederlo anche dal vivo, 'sto marcantonio di Torardo.
"Holaaa!" mi dice lui, quando mi apre la porta di casa. E me lo dice così, con 3 A. E me lo dice così, con grande naturalezza. Come se fosse la cosa più naturale del mondo presentarsi a un perfetto sconosciuto con indosso solo un paio di calzoncini corti, color beige di quel tessuto 50 % acrilico 50 % cotone, portati talmente bassi e cadenti che posso vedere la Cintura d'Apollo più bella su cui i miei occhi si siano mai posati, una V lombare talmente eccitante che mi pareva una freccia puntata verso il paradiso e allo stesso tempo una pista peccaminosa spianata dallo stesso Belzebù. Come se fosse la cosa più naturale del mondo farsi trovare da uno che conosci per caso a petto nudo (tra parentesi, un petto dove volendo ci fai skateboarding acrobatico) e ad addome nudo (tra parentesi, ma sempre tra parentesi eh, giusto per puntualizzare meglio il discorso, un addome dove volendo ci puoi lavare i panni giù al fiume). Come se fosse naturale, lui mi apre così ma hey baby: siamo a Madrid.
Ora, lui è di una sorcaggine immensa. E ovviamente casa sua è di una sorcaggine immensa. E ovviamente fa il truccatore e non so se sia anche questo di una sorcaggine immensa però è sicuramente un lavoro di una frociaggine immensa ma hey baby, non l'hai ancora capito che qui siamo a Madrid? E in passato si drogava però adesso fuma solo porri e me ne offrirebbe un po' ma li ha finiti (ma non c'è problema perchè ho già il sorriso ebete da fattone solo al guardarlo). E gli piace andare a ballare l'house. E il suo ex ragazzo che adesso è il suo coinquilino è un medico di famiglia (ma guarda che strano). E tra ciarle varie, passiamo una graziosa oretta, in quel bel divano stiloso, immersi in uno salotto stiloso con luci soffuse e musica soffusa e un grazioso venticello che proviene da una finestra soffusa socchiusa lì nella stanza.
Mi stropiccio un attimo gli occhi perchè ho le lenti a contatto e col venticello che penetrava nel salotto mi si seccano e mi danno fastidio. Lui mi chiede se sono stanco e io gli dico "Io?!?!? Ma vaaaaaa sono fresco come una rosa è che qui a Madrid il vento è sempre quei 40 o 50 gradi più caldo di quello che c'è nel nord Italia e quindi va a finire sempre che le mie lenti a contatto si fondono sulla mia cornea oh ma ti assicuro che non è niente di irreparabile basta che le smuova un po' con un polpastrello in stile metti-la-cera-togli-la-cera ed è tutto a postiss...".
Lui (non so se perchè in vena di gesti spettacolosi o perchè spaventato dalla mia improvvisa bomba alla logorrea) mi passa un dito sulla guancia e mi bacia. E, con una carezzina data con un dito, mi ha fatto sprofondare nella più porca delle mie fantasie romantica delle emozioni.
Oh: UN DITO EH! E meno male che non mi ha accarezzato con tutta la mano!
Appurato che pure la sua camera da letto è decisamente stilosa e che la sua Cintura d'Apollo non scompare una volta toltigli i pantaloncini, dopo due orette di zumzum qualche attimo di dolci sguardi, ci salutammo cortesemente ma in maniera anche piuttosto impersonale, come se avessimo appena lavorato a un progetto di costruzione di un razzo spaziale ("razzo spaziale"... oh, certi lapsus freudiani...) e, dopo esserci promessi che Hablamos, tornai all'aperto a riveder le stelle, nel quartiere un po' radical chic di Malasaña, diretto a casa e ponendomi le seguenti domande:

Possibile che il sesso più bello sia sempre così impersonale? Possibile che la neutralità delle due parti faccia scattare l'esplosione ormonale di entrambi?
E sarà per questo, quindi, che nelle grandi città sia più difficile trovare qualcosa di serio? Perchè tutti vogliono fare solo del gran sesso, niente di più? Milano, Madrid... non cambia niente.
Che le grandi città siano diventate la casa per eccellenza di chi non ha cuore? O forse non si tratta di non avere cuore ma di qualcosa di molto più puerile, un'eterna (r)esistenza da Peter Pan, nella convinzione che avere un abbonamento annuale in una palestra "in", un lavoro molto ben retribuito, una bella casa e un paio di jeans di Alexander McQueen sia sufficiente per impedire alla tua torta di compleanno di avere ogni volta una candelina in più?
E se, grazie agli status symbol, l'età non supera mai (sebbene fittiziamente) quella comunemente accettata dal resto del mondo come una bella età, gagliarda e rampante, si è automaticamente autorizzati a non sentirsi abbastanza maturi per una storia non dico d'amore ma, quanto meno, seria?


Quel che è certo, è che la storia del "non sentirsi maturi", quando si tratta di uomini piuttosto cresciutelli, è spesso una grossa bugia: non si tratta di maturità, si tratta di paura. Impegnarsi vuol dire rinunciare a molti di quegli status symbol che hanno garantito potere e attrazione gravitazionale alla maggior parte degli scapoli più appetibili di questa terra. E tali scapoli hanno paura di impegnarsi, non sapendo se, una volta intrapresa una storia seria, risulteranno agli occhi della gente tali e quali a come erano prima. Tali scapoli hanno paura di impegnarsi perchè non sapranno se, dopo aver preso l'impegno, i loro status symbol saranno ancora sufficienti a garantirgli il diritto di permanere sul tetto del mondo.
Ed ecco che allora sorge spontanea un'altra domanda, nella mia testa, testa che non seguiva più il corpo, lasciando che quest'ultimo sbagliasse fermata della metropolitana e scendesse a La Latina, adorabile quartiere dal sapore popolano e luccicante:

Se gli status symbol ti donano potere, se gli status symbol ti rendono appetibile, allora è corretto pensare che il vero status symbol sia il sesso?
Del resto, a chi interessa andare in palestra, avere bei vestiti, lavorare tanto per guadagnare altrettanto... se poi nessuno se ne accorge?
E quindi, la vera domanda è: si fa sesso in virtù del proprio
appeal o è il fatto stesso di fare sesso che ci rende attraenti?
Ed è questo che spaventa della vita di coppia? Il fatto di sparire dal campo degli appetibili, dal colorato mondo degli attraenti? Il fatto di non poter fare più sesso come una volta? Il fatto di perdere il proprio
appeal?

Arrivo a casa.
Le luci del centro splendono ancora, nonostante l'ora tarda, come se non ci fosse un domani (ma ancora non lo voglio capire che hey, baby: questa è Madrid?) e la notte scoppietta come un sacchetto di pop-corn appena messo nel microonde.
Mi infilo sotto le coperte, ignorando le risate della folla giù in strada e ignorando la risposta alle domande nella mia testa.
Ciò che ancora non potevo sapere è che tali risposte sarebbero arrivate più rapide di quanto mi sarei mai aspettato. Addirittura la notte dopo, grazie all'illuminante chiacchierata con MuscleFromSaoPaulo.
Ma questo è un altro capitolo.

K.I.S.S. (Keep It Simple, Stupids)

6 commenti:

David Bliss ha detto...

Questa è una delle cose più interessanti che ho letto ultimamente. Sono pazzo??? :)))

Andy Crop ha detto...

Merope Generosa Mode:On
Mi è sorta un'idea sul "sesso più bello perchè impersonale":questo forse dipende dal fatto che molte volte la conoscienza reciproca pone dei limiti all'esplorazione del corpo dell'altro perchè crea delle aspettative,mentre la mancanza di queste crea un effetto che tende a far agire le parti coinvolte nel zumpa zumpa in modo istintivo,immediato,creando un effetto sorpresa da "ooooh!guarda,non mi aspettavo mica che..." il tutto viene favorito da delle decisioni rapide di puro istinto che verranno seguite da molte altre...quindi c'è anche una sorta di virtuoso effetto da accumulo dell'inaspettato.
Quindi..."dai che ti ridai" finisce che il sesso con chi non si conosce a fondo è privo delle complicazioni emotive tipiche del sesso come viene percepito nella coppia,credo.
Merope Generosa Mode:Off
Detto questo...
Ma sto Torardo quindi lo si potrebbe aver visto da qualche parte?

thetrickistokeepbreathing ha detto...

Ah beato te come te la spassi, altro che io qui in Australia, e pure sposata!!!
Hai ragione quando dici che il sesso migliore è quello con la gente che non conosci e si spera non vedrai più. Forse è perchè ci si può scatenare senza porsi l'imbarazzo di cosa penserà di te questo tizio, che ti ha appena visto scatenarti come une belva a letto. Non ti scateni come se non ci fosse un domani con qualcuno che vedrai domani, dopodomani e forse anche l'anno prossimo. Molto triste, molto vero.
Il sesso come status symbol? non so. Vero è che il desiderio (di sesso) è ciò che muove tutto, dall'industria della moda, ai piedi quando vai a ballare. In effetti dopo che mi sono sposata mi sono dedicata molto meno ad attività puramente finalizzate a sedurre quanti più uomini possibile. E si, ti viene il dubbio che non sei più interessante agli di tanti, perchè non più bene potenzialmente consumabile (letteralmente). Lo dimostra anche il fatto che molti dei tuoi soliti corteggiatori si perde nel nulla. Però non so, io alla fine (ma sono più grandina di te, ne ho quasi 30), mi ero rotta le palle. Volevo provare a sentirmi amata, a non dover sempre dimostrare di essere figa, insomma a rilassarmi un attimo. Non so quanto durerà questa ricerca della tranquillità. Per tutto questo ci sono le coppie aperte ;) baci!

dado67 ha detto...

Oggi l'apoteosi del sottaceto pensiero!!!!!! Standing ovation!!!!! (è scritto bene?) Sarà l'avventura descritta, la conseguente elabrazione, oggi è il post che mi mancava! :) Il zumpa zumpa di palo in frasca!!? E se ci togliesse dallo scafandro delle regole comuni preordinate,lasciando l'essere primati che alberga in noi libero?!! Che forse ci stiamo regredendo a novelli bonobo??? EHEHEH!!!!! C'è da meditare! Grazie comunque di quel che scrivi, pensi, fai ;) Continua così, sei sempre grandeee!!! ;)

ofelia ha detto...

ma è fighissimo sto blog! ora me lo spulcio come si deve.

MA ... fuma i porri?

BimboSottaceto ha detto...

@David
Decisamente sì U_U

@Andy Crop
Sì, Andy, concordo con la tua teoria alquanto incisiva... e comunque Torardo fa il truccatore, mica il modello (anche se potrebbe xD ) !

@Thetrickistokeepbreathing
Trickkina, pensavo che mi dicessi "per tutto il resto c'è mastercard"! xD Comunque la tranquillità è una cosa fantastica da trovare... proprio dal punto di vista sessuale, l'essere arrivati, il non dover più mettersi in posa, in vetrina... l'avere finalmente conquistato il primo premio. Ci voglio fare un post un giorno... e dato che ogni mio post viene da un'esperienza direttamente sul campo... <3

@Dado67
Grazie a te! :)

@Ofelia
Ma grazie, tesoro! E benvenuta! :)
Beh, sì: dice che gli piace molto farsi i porri :| ao', l'importante è che gli funzioni... il cervello eh!

Baci a tutti :)