lunedì 22 agosto 2011

Capitolo 7: Miracles

Madrid.
Terra di conquista.
Polo d'attrazione per tanti stranieri in cerca delle tre S: sesso, soldi, successo.
Padre e Madre, come tutti i genitori italiani con un figlio all'estero, vincono la loro riluttanza ai lunghi viaggi e all'aereo e, dopo pochi giorni dall'avermelo annunciato, si ritrovano nella mia nuova città. Anzi: mi piombano proprio sui maroni qui.
In questa città tutto cambia: un giorno ci seii, il giorno dopo non ci sei. Un giorno sei sulla strada, il giorno dopo sei in un loft. Un giorno ti vengono a prendere i genitori in aeroporto e, il giorno dopo, sei tu quello che va a prendere loro alla sala Arrivi di Barajas.

Oddio, due omofobi che fanno finta di non sapere di avere un figlio checca e per di più a Madrid. E mo' che casino succede?

Madrid, non pensavo potesse succedere, è piaciuta tantissimo ai miei genitori. E anche le cose più pruriginose e madrilene non li hanno fatti scappare a gambe levate.
Ad esempio, Calle de la Montera (la via delle zoccole di giorno e puttane di notte):
Madre: [a Padre] ma secondo te queste sono di "quelle lì"?
Padre: Mah, a me sembrano delle turiste...
Io: Certo, vestite come Francesca Cacace.
Madre: Ah, però... vedi che bei sandali che hanno? Certo che, però, è proprio disdicevole...
Io: Mamma, qui non siamo in Italia...
Madre: E che c'entra? Delle belle ragazze come loro, possono comunque permettersi di sceglierseli, i clienti!

E la prova del fuoco, quella dell'incontro tra il mondo gay e il mondo dei miei. Ovvero, l'incontro tra un mondo fatto di buoni principi e tanto amore, condito da un pizzo di retrò e bigotteria (non bigottismo, no... troppo forte: direi solo bigotteria) e un mondo condito da tanto amore ma da un po' troppi tacchi a spillo per due vecchi toscanacci che vivono in una felice isoletta al centro del Mediterraneo da 30 anni.
Andiamo a mangiare da Ginger, un graziosissimo ristorante in Plaza del Angel.
Ginger è un nome che doveva farmi sospettare qualcosa.
Ci sediamo, abbiamo appena il tempo di notare quanto sia grazioso e raffinato quel ristorante e di pregare che il conto non consista in 5 litri del nostro sangue quando... eccola arrivare, in tutto il suo elegante splendore, la nostra maitresse di sala, la splendida Ginger.
Ginger, ovvero una fantastica trans di origini del sudest asiatico, alta un metro e ottanta, vestita di un elegantissimo completo grigio antracite, con pantaloni lievemente svasati sul fondo, giacchetta a 3 bottoni e due sandali con tacco da vera queen. Alle unghie, lunghe e ben limate, uno smalto color rosso sanguinaccio. Un filo d'oro al collo e due perle ai lobi delle orecchie.
Insomma: Ginger era una FIGA CHE LEVATI VA'.

Ginger: Buenas Dias, cosa desiderate?
MadreAffascinataDagliOrecchiniDiGinger: Blablablablablablabla e cosa significa questa parola?
Ginger: purtroppo non so come dirvelo né in italiano né in inglese... siete italiani vero?
MadreAffascinataDallaCipriaDiGinger: Sì, esatto! Ci è mai stata in Italia?
Ginger: Oh, sì... ho tanti amici lì! Blablablablabla!
MadreAffascinataEbasta: Ma va? Blablablablablablabla!
Ginger: Ah sì? Blablablablablablabla!
Madre: Bla!
Ginger: Bla bla! Vado a consegnare la vostra ordinazione!
MadreScintillante: Grazie!
MadreSorrisoCompiaciuto: Sapete... è la prima volta che parlo con una transessuale...
PadreOcchiSpalancati: Una... Una... Cosa... ma... perchè... quellolìèunuomo?
MadreFacciaSbattutaSulTavolo: Ma te, gli occhi, ce li hai o no?!?!?
Io: Effettivamente a te, una bella visita dall'oculista, io, a 'sto punto...
MadreSorrisoCompiaciuto: Comunque sono molto simpatici...
Io: Eh...
MadreEspressioneTragediaBarbaraD'Urso: ...e mi fanno molta pena poverini... chissà quante ne hanno passate...
IoPensando: Che faccio? Glielo dico? Potrei iniziare con un bel '"Mamma, sai, visto che siamo su questi argomenti, era da un po' che volevo dirti una cosa: io e Ginger abbiamo una passione che ci lega". Uhm, no, potrebbe rispondermi "Sono così contenta che anche tu voglia essere una bella trans!". Magari potrei dirgli "Mamma, sai, volevo giustappunto dirti che sono frocio". Uhm... no, ancora no, potrebbe rispondermi, piccata, "Figlio mio, guarda, se vuoi un paio di tette e una vagina, ti accompagno io stessa dal miglior chirurgo plastico del mondo ma FROCIO scordatelo!". Mi sa che aspetto a dirglielo, vvvà.
MadreSdegnata: Hai visto???
Io: No. Che?
MadreSdegnata: Hai visto???
Io: CHE.
MadreSdegnata: No dico, HAI VISTO?
Io: CHEEEEEEE.
MadreSdegnata: Quel cameriere lì. Quello là. Ha guardato Ginger e si è messo a ridacchiare con quell'altro suo brutto collega. Ora vado da Ginger e li faccio licenziare tutti. 'Sti cafoni.
Padre: Oh, guardate! Ho cercato sull'iPhone la parola del menù che non capivamo!
IoCercandoDiCambiareArgomento: Ah, e che significa di bello divertente fantastico interessantissimo?
Padre: Piselli.
MadreSfringuellanteCivettuola: Signorina Ginger!!! Quella cosa lì sono I PISELLI!!!

Il giorno dopo, mio padre e mia madre dovevano ripartire ma avevano una mattina libera. Mia madre moriva dalla voglia di vedere Chueca. Cioè: panico.

Madre: [a Padre] Secondo te cosa vuol dire Chueca?
Padre: E io che cazzo ne sueca?
Io: Come mai proprio... ehm... Chueca? Non preferiresti andare a vedere, che so, Malasaña, Lavapiés...
Madre: Ma no... Chueca è in centro.
Io: Anche gli altri.
Madre: Ma Chueca è il quartiere della movida.
IoPensando: Dillo che sulla guida turistica hai letto che è il quartiere dei finocchi e adesso vuoi chiacchierare pure con un gay. Dillo dai.
Io: Mamma, a Chueca non c'è niente che tu non abbia già visto...
Madre: Ah no?
Io: No. E la movida non ti piace. E non ci sono bellezze archittettoniche di nessun tipo.
IoPensando: Eccetto certi palestrati che dovrebbero esporli al Prado...
Madre: Oh beh, ma io vorrei...
IoPensando: Eh no, cazzo. Proprio ora che Ginger l'ha fatta diventare frociarola, non posso farle fare indigestione. Se va a Chueca e vede quei manifesti che pubblicizzano i piss-party, le rimming-session e le fuckmeveryverystrong-fiestas, tutto questo sforzo se ne va a puttane.
Io: Dovresti vedere una bellissima strada qui vicino...
Madre: Ma...
Io: Chueca è lontana e Padre è stanco.
Padre: è lontana?!?!?
Madre: è stanco?!?!?
IoMentendo: Tanto...
MadreMogiaMogia: Oh, beh allora... la vedrò la prossima volta.

Madrid.
Terra di conquista e che ti conquista.
Una città talmente variegata che rende normale cioè che lo è sempre stato, cioè la diversità.
Una città dove una superdonnina bigotta iperprotettiva no-homo style (insomma, lo stereotipo della madre dell'omosessuale), diventa una frociarola in 3 giorni tanto da volersi fare un giro a Chueca?!?!?
E l'unico motivo per cui non ce l'ho portata non è che Chueca non sia un bel quartiere, però Ginger è una trans di gusto, mentre Chueca... è un po' troppo baraccone per chi è diventato frociarolo da 5 minuti 5. Insomma, sarebbe stato imbarazzante come quando i vostri genitori, in terza media, vi sbirciano il diario e ci leggono "Mio complex: per regalo voglio farmi Ale!!! Ale tvtttb aspetta che ti becco in corridoio e ti slinguo, 6 trppssm bono!"
E detto ciò, comunque, Madrid si dimostra qualcosa di più. Perchè se prima le trans erano solo un mucchio di prostitute, additate da certi cazzoni come soltanto delle troie (e grazie al cazzo: se non le fai lavorare perchè sono trans, voglio vedere di che campano), nella mente di mia madre, ora sono delle figlie di qualcuno, di genitori che si stanno chiedendo dove siano e se hanno mangiatoe come stiano nonché persone che hanno diritto a lavorare come maitresse di sala, commesse, dirigenti di banca e quello che ti pare.
Perchè Madrid è qualcosa di più: è una città di cultura, di quella con la C maiuscola, quella letterina con cui inizia pure la parola Civiltà.
Perchè Madrid inizia per M: come Miracolo!

Andati via i miei genitori, mi godo un bel sabato casalingo. Magliettina dell'università della ridente cittadina universitaria alle porte di Milano addosso a me, una bella tazza di té freddo in una mano e un fantastico libro di Stefano Benni nell'altra (Spiriti... oddio, che qualcuno benedica Stefano Benni... lo trovo un po' sotto ai livelli di Daniel Pennac eh, però sempre un grande scrittore rimane), mi accovaccio sul letto e mi metto a leggere. E mentre leggo, ouch... sento un fastidioso morsettino al braccio. Niente di che, solo un pizzichetto. Non smetto di leggere, dò solo un'occhiata veloce al braccio. E vedo come una specie di crosticina, brunastra. Alternando il fuoco della mia vista su libro e braccio (perchè cazzo, non voglio smettere di leggere ma che diavolo è che mi ha punto?), la mia mente fa una graziosa altalena tra i distopici mondi di Benni e quello che appariva sempre più chiaramente come un...
Oh. NO. Cosa ci fa un pidocchio sul mio braccio.

Ok, ora è ufficiale.
Quando hai le piattole sul tuo corpo significa che sì, signorinello: la stai dando via un po' troppo amorevolmente.
Possibile? Era questo quello che davvero ero diventato? Una zozza zoccola zarra? Eppure mi era sembrato di essere così parca, nei miei divertimenti! E, invece, ero semplicemente pOrca!
E come prendere questa novità?
Insomma, il sesso non mi è mai mancato però adesso forse stavo esagerando? Non è il caso di smettere di divertirsi e concentrarsi su una storia? E chi vorrebbe mai avere una storia con uno che non è in grado di smettere di flirtare con tutti i MrMagliettinaAttillata che incontra?
E non era forse un miracolo che la mia vita vivesse questo splendido momento di sesso sfrenato? Perchè è solo un momento, vero? Perchè prima o poi incontrerò colui che mi farà girare la testa talmente tanto da non vedere nessun altro per lui, vero? Perchè io non sono una zoccola, ecco: è solo che, nella vita di ogni brava ragazza amish come me che si rispetti, c'è sempre un periodo "piattole". Perchè cosa è una vita sessuale senza una piattola? Insomma, perchè non godersi un sano periodo di sesso PROTETTO ma con numerosissimi fantastici attraentissimi megamanzi partner sessuali che si scambiano i pidocchi tra loro?
Rispondendo "sì" o "ho ragione io" a tutte queste domande, mi dico che Madrid è terra di miracoli sessuali e sentimentali.E pure di piattole.

Bene. In quel momento, avrei preferito non avere mai avuto quel fantastico miracolo sessuale.
Lancio in aria Spiriti (Perdonami, Stefano), il té freddo mi va di traverso, salto su sul letto come se nel mio pavimento potesse esserci l'invasione dei serpenti a sonagli e mi scarifico il braccio per staccarmi quella piattola che avevo individuato.
Poi, guardo il mio corpo allo specchio come se fosse la cosa più infetta e schifosa di questo mondo, per circa 30 secondi di immobilità fisica e psichica. E, all'improvviso, mi infilo un paio di scarpe, afferro il portafogli e mi precipito in farmacia, come una scalmanata che vuole la pillola del giorno dopo perchè altrimenti il giorno dopo diventerà OGGI.
E arrivo lì, di fronte a un giovane farmacista carino.

IoLievementeAgitato: SgrarasliiuaausysuyuyUAAAAAAAAAAAA!!!
Farmacista: Temo... di non aver capito...
IoCheMiStrappoIcapelli: Mi serve qualcosa di potente! Di potente! Ha capito??? DI POTENTE!!!
Farmacista: Sì ma per cosa?
IoLievementeInAngoscia: Perchè UAAAAAAA c'ho quelle cose addosso, quelle cose lì cattive che vengono solo ai ragazzi sporchi e cattivi!!!
FarmacistaCheMetteLaManoSulPulsante"ChiamataPolizia": Temo di non comprendere...
IoCheDallaDisperazioneParloItalianoConUnFarmacistaSpagnolo: Los pidocchios! Los pidocchios!
FarmacistaSpagnoloCheNonParlaItaliano: Ehm...
IoCheMiStrappoICapelli: AAAAAAA ma perchè non so come si dice pidocchi in spagnolo??? Perchè so tutti i modi di dire "cazzo" o "culo" o "scopami" ma non ho mai imparato a dire pidocchiiii?!?!?

E a un tratto, sento una voce.
"Si dice piojos".
Chi ha parlato? Il farmacista aveva ancora la bocca serrata dalla paura di me medesimo io nella mia persona. Non poteva essere lui.
Mi volto, molto cautamente, temendo che fosse un poliziotto poliglotta venuto a portarmi in galera.
E lo vedo.
Occhi verdi, capelli biondi, sorriso bianchissimo. In una parola: SEXY.
"Pidocchi si dice piojos, bello". Mi ripete, con accento romano.
E io, con le mani ancora nei capelli, gli rispondo "Ah... grazie... comunque scherzavo: non li so proprio tutti i modi per dire 'scopami'..."

Ecco, lo sapevo. Madrid è davvero una città dei miracoli.
Ti prendi i pidocchi e ti ritrovi alle spalle un angelo che ti aiuta a toglierteli di dosso.
E nella mia vita, in quel momento, oltre ai pidocchi, è entrato anche MiracleBoy.
Ma questo è un altro capitolo.

K.I.S.S. (Keep It Simple, Stupids)

P.s.: Ora sono senza pidocchi.

domenica 14 agosto 2011

Capitolo 6: It's human nature (oops! I didn't know I couldn't talk about you!)

Madrid.
6 milioni e mezzo di vite.
Di cui un'incredibile quantità di gay.
Di cui alcuni stanno smaltendo la sbornia del giorno prima, altri si svegliano di buon ora per andare a lavoro, altri si svegliano a mezzogiorno nel letto di uno sconosciuto.
E poi ci sono io, BimboSottaceto in tutta la mia enorme Deviazione Standard.
Il giorno after-Torardo, la mia giornata andava avanti come qualsiasi altra giornata.
Corsi pre-MIR, studio a casa, faccio la spesa, faccio gli occhi dolci al cassiere palestrato, torno a casa.
Accendo il pc e mi metto a cercare quali sono le palestre più froce più valide di Madrid. E, già che ci sono, accendo GayRomeo (meglio ottimizzare i tempi).
Nel frattempo, continuo a segnare indirizzi di palestre, chiamo i numeri di telefono per sapere se devo vendere un rene prima di iscrivermi etc etc... dopo 10 minuti di telefonate e di appunti di indirizzi, mi arriva un messaggio sul sito-pollaio. E' MuscleFromSaoPaulo (no, non è il nick vero: questo è il nick che gli ho dato io, quindi non precipitatevi su Romeo a cercarlo).

MuscleFromSaoPaulo: Italiano guapo :)
IoInebetito: Geeeeeeeeeeeee...
IoRinsavito: Si ma gli devo scrivere qualcosa, cazzo.
IoScrivente: Guapo tu!
IoPensando: Minchia, che cagata di risposta...
MuscleFromSaoPaulo: Que haces esta noche? [trad.: che fai stasera?]
IoScrivente&Mentendo: Tengo muchas cosas a hacer... [Ho molte cose da fare...]
MuscleFromSaoPaulo: No te apeteces ver la tv conmigo esta noche sobre las 11? [non ti va di vedere un po' di tv con me stasera verso le 11?]
IoSinceroSincerissimo: Sì :)
IoPensante: Ah, ora si dice "vedere la tv"?

Esco di casa, verso le 22:45. A parte il casino per trovare casa sua che sta a 5 minuti 5 da casa mia ma io non riuscivo a vedere il portone perchè è seminascosto e quindi fanculo, ho fatto in ritardo.
Lui mi apre. Ho un dejavù. Mi ricorda Torardo. Del resto se, come nick, gli ho messo MuscleFromSaoPaulo, un motivo ci sarà, no???
Però, a differenza del precedente, non mi si presenta mezzo nudo. No, mi si presenta con un paio di pantaloncini corti e una canottierina entrambi in stile porno anni '80 ambientato in palestra.
Lui è brasiliano, di origini italiane. Che altro dire... non so... del resto, una volta che ho detto BRASILIANO credo di aver detto tutto no? Cioè, tutti noi abbiamo visto i brasiliani almento una volta nella nostra vita, no? Almeno in fotografia, no? Ecco, se poi gli aggiungete una puntina di italianità, che volete di più?
Insomma, parliamo per una graziosa mezz'oretta e poi non so come ma lui si toglie la canottierina e mi bacia. Cioè, non ho capito bene. Prima ti togli la canottierina e poi mi baci? Perchè? Pensi per caso che non abbia visto bene che sotto quella canottiera nascondevi un corpo che non ha un filo di grasso e una serie di muscoli che non ti basta una vita per contarli tutti? Pensavi che, se mi avessi baciato prima di toglierti la canottiera, io ti avrei detto "No, per favore, ci conosciamo appena...".
MA PIANTALA E BACIAMI!
A uno come lui, l'avrei baciato anche se fosse stato infagottato in un sacco a pelo!

E dopo aver fatto dell'hottimo hottissimo sesso per due volte di fila (ecco, una precisazione: se molti dei luoghi comuni che ci sono in Italia sugli spagnoli sono falsi... quelli sui brasiliani sono tutti veri, adoroh), continuiamo a chiacchierare e, tra una cosa e l'altra, gli espongo i miei dubbi esistenziali che non ero riuscito a risolvere la trombata notte prima...


E' il sesso che, paradossalmente, impedisce la formazione di una coppia? Formando una coppia stabile, si perderebbe la possibilità di fare sesso in maniera totalmente libera e disinibita, sia qualitativamente che quantitativamente?

MuscleFromSaoPaulo: Hombre, io non sono mai stato in coppia. [traduco direttamente perchè sennò mi rompo il cazzo]
IoSconcertatoPortandomiLaManoSullaCollanaDiPerle: Cooooosa?
MuscleFromSaoPaulo: Eh no.
IoSconcertatoAncorDiPiù: Ma uno come te?!?!? Come è possibile?!?!? Possibile che non ti sia mai innamorato veramente? Insomma, sei bello, fai il personal trainer e l'insegnante di pilates, a letto sei una bomba atomica e sul comodino hai un libro di Schopenhauer e la biografia di Carlo X. Dovresti far girare milioni di teste! Come è possibile che non ci sia stata ancora quello giusto!
MuscleFromSaoPaulo: Ma "quelli giusti" ci sono già stati. In coppia ci sono già stato. Però non in monogamia.
Io: Ah... ah no?
MuscleFromSaoPaulo: Eh no.
Io: E... perchè? Evidentemente non erano quelli giusti...
MuscleFromSaoPaulo: No no, erano tutti dei ragazzi straordinari, divertenti, intelligenti, statuari [a questo aggettivo, mi sono gettato le lenzuola addosso, fin sul collo]... smettila, tu sei bellissimo, hai un viso da favola [e mi toglie le lenzuola da dosso].
Io: Già: ho un viso pieno di muscoli. Spero ti piacciano.
MuscleFromSaoPaulo: Italiano guapo, eheheh! Ti dicevo, erano tutti ragazzi adorabili. Il problema è che l'uomo, inteso come sesso maschile, inteso come membro maschile [e lo dice prendendosi a piena mano il pacco e dandogli una smossa, come se non fosse abbastanza chiaro alla mia testolina cosa sia l'uomo, il sesso maschile e il membro maschile] è fatto per scopare. Geneticamente, intendo. Un maschio non può stare senza scopare. Il desiderio di ogni maschio è scopare con tutti e i maschi gay, spesso, trasformano questo desiderio in realtà.
Io: Quindi, per te, una coppia gay non potrebbe esistere neanche se ci provasse?
MuscleFromSaoPaulo: Certo che può esistere, però è probabile che vadano a darlo in giro come se non fosse neanche il loro.
Io: Ma non credi che quelle che mi descrivi siano situazioni in cui non ci sia di mezzo quella piccolissima cosa chiamata "amore"?
MuscleFromSaoPaulo: Piccolo italiano guapo... non si scopa per amore. Per amore, si va a cena fuori, a vedere un film, si fanno le vacanze insieme. Per amore ci si bacia. Ma quando scopi, non è il tuo cuore che parla: è il tuo cazzo.
Io: Insomma, quindi, il sesso, con le coppie, non c'entra niente. Per te, il problema del formare una coppia sta nel fatto che le coppie, di per sé, non sono naturali. E' la natura stessa dell'uomo che si frappone tra l'idea di una coppia e la sua realizzazione.
MuscleFromSaoPauloSorridendoOddioComeMiPiace: Mh mh...
Io: E la natura dell'uomo sarebbe scopare. In una coppia l'amore ci sta bene ma il sesso non è possibile che non strabordi fuori dalla coppia stessa. Quindi se la coppia non è aperta, non è una coppia naturale. E quindi le coppie canoniche monogame sono una cazzata da evitare.
MuscleFromSaoPauloAvvicinandosiHaGliOcchiNerissimiCheGnocco: Mh mh...
Io: E se si viene a formare una coppia monogama, bisogna sapere che si è in una situazione contronatura e che prima o poi la natura avrà il sopravvento e tutto finirà. A meno che non si decida di vivere in una grande bugia, facendo finta che la cosa ci piaccia così com'è. Dico bene? Pensi questo?
MuscleFromSaoPauloBaciandomiMiSentoInParadiso: Mh mh...
Io: Ma... l'abbiamo già fatto due volte...
MuscleFromSaoPauloFacendomiSdraiareSulLettoCredoDiStarePerMorireDiPiacere: Mh mh...
Io: Oh, capisco: è colpa della nostra natura, vero?
MuscleFromSaoPauloBaciandomiAccarezzandomiSonoInParadisoVero?: mh mh, italiano guapo...

Aveva ragione lui? E se il problema fosse davvero questo? Se il problema non fosse l'immaturità, la voglia, il sesso... ma fossimo semplicemente noi?
La nuova domanda era: se il vero problema delle coppie è la natura stessa, se noi non siamo fatti per rimanere incatenati a una stessa persona, l'amore è contro natura? In un mondo dove tutto è libertà, c'è ancora posto per le rosee manette di Cupido? In un mondo dove la trasgressione è ormai all'ordine del giorno, la monogamia è diventata ciò che davvero trasgredisce le regole? E riesce a trasgredirle talmente tanto che nessuno vuole più credere che esso esista?
Ragioniamoci un attimo: se tutto fosse solo sesso, se il terreno fertile del contatto fisico vada annaffiato solo con gli "Oh sì!" e tutti gli suoni orgasmici, allora cosa ha accecato miliardi di persone passate e presenti tanto da rinunciare alla propria libertà, alla propria natura di esseri umani e sviarsi/svilirsi in un fatiscente rapporto di coppia? La religione? Il buon costume? Il buon senso? I soldi? O, forse, proprio l'amore, quel sentimento di cui ormai tutti hanno sentito parlare ma nessuno l'ha mai veramente visto?
E se fosse davvero l'amore la risposta alla precedente domanda, allora è vero che il suo concetto, in questo mondo, ormai va rivisto e rivisitato?
Forse, non bisognerebbe più parlare d'amore. Forse bisognerebbe parlare di piuccheaffetto, un nuovo tempo verbale in cui coniughiamo i nostri sentimenti diventati più forti verso qualcuno. O, forse, ancora, si dovrebbe parlare di contratto, redatto da un avvocato e firmato dalle due parti, in cui i due si dichiarano disposti a condividere i propri liquidi sessuali non meno di una volta alla settimana e non più di quattro volte al giorno, con la clausola che permette la conoscenza sessuale di estranei ma con una frequenza minore di una volta al mese e solo a partire dal sesto mese di conoscenza delle due parti.
Ma, così facendo, il mondo non rischiava di far diventare contronatura non solo la coppia, non solo l'amore ma perfino il sesso? Tutta questa libertà nei confronti dei sentimenti e del sesso, in realtà, non era terribilmente cervellotica e poco spontanea?
La libertà sessuale, ormai, stava diventando un dovere?


E insomma, eccomi qui, BimboSottaceto con la sua enorme Deviazione Standard, mentre sorseggio un frappuccino di Starbucks e passeggio nella calda mattina madrilena.
Due ragazzi si prendono per mano. Un ragazzino e una ragazzina si scambiano un tenero bacio.
E ora capisco che la risposta a queste labirintiche domande, dove razionalità umana e istintualità animale si mescolano in un frullatore, è nei gesti più semplici: un bacio, prendersi per mano.
E' nei gesti.
Non serve ragionare su queste questioni. Non serve fare contratti o cercare di dare il proprio giusto nome ad ogni rossore che ci lampeggia sulle guance.
Nel sesso, come nell'amore, l'importante non è la teoria: è la pratica. E non bisogna aver paura di sbagliare, aver paura di confondere una notte di sesso con il volere un matrimonio o aver paura di porre termine a una storia che no, non ci sembra più tanto bella come prima. Perchè un'azione, in questi campi, non è mai giusta o sbagliata: è semplicemente adeguata al contesto.

E che la nostra pratica, che le nostre azioni, siano scoperecce o siano amorose... beh, questo non è importante. L'importante è che non arrivino troppo tardi perchè, nel sesso come nell'amore, non vince chi fugge: vince chi ha tempismo.

 K.I.S.S. (Keep It Simple, Sextupids)

sabato 6 agosto 2011

Capitolo 5: Sex (&) appeal

Il mio processo di ambientamento a Madrid scorre rapido. Rapidissimo. Mi sta portando esattamente nella direzione che avevo sperato: diventare una puttana un ragazzo di mondo.
Quando, nel post, precedente, ho scritto che gli spagnoli sono più nordici di quel che si pensa, non mi sbagliavo: se c'è una città nel mondo in cui ci si può immaginare gli abitanti come belli, fortemente indipendenti, con un carattere deciso e pronti a cogliere dall'albero il frutto più rosso... quella è Madrid. E New York. Però a New York sanno cosa sia la moda, qui invece se ne fottono alla grande. Piccole differenze che rendono più frizzante questo pazzo pazzo mondo.

Madrid è una città così grande... ed è così facile perdersi in mille appuntamenti, mille flirt, mille notti focose, mille hablamos (che corrispondono al nostro ci sentiamo)... ed è così difficile voler iniziare qualcosa di serio.
Perchè se il sogno di ogni ragazzino alle prime armi è dare un bacio, poi il bacio non basterà più e inizierà a voler toccare qualcosa. E dopo aver toccato qualcosa, questo non basterà più e vorrà avere la sua prima notte con qualcuno. E dopo aver avuto la sua prima notte di sesso, vorrà averla con qualcun altro di ancora più bello ma anche questo non basterà più. E si passerà, così, inesorabilmente, incredibilmente, involontariamente... a cercare il Principe Azzuro.

C'è chi lo cerca prima. C'è chi si rifiuta di cercarlo. C'è chi non lo cercherà mai. Ma la natura dell'essere umano è questa: cercare sempre il meglio. E, prima o poi, ci si stufa di cercarlo fuori dalle persone e si inizia a cercarlo dentro.

Pochi giorni fa avevo un appuntamento con Torardo.
Torardo non è il classico spagnolo. No. Spiacente ma Torardo non lo è.
Perchè Torardo , infatti, è L'ARCHETIPO DEL TORO.
Dopo un po' che stavamo chattando, mi invita a casa sua. Contrariamente a quanto si può credere, ogni volta che uno come Torardo (cioè uno che lèvati, oggi è qui e domani è sul megacartellone a Time Square a pubblicizzare la nuova collezione intimo di Armani), io mi impaurisco tanto tanto perchè mi faccio mille seghe mentali e penso "vabbè questo pensa che io sia alto 2 metri, che abbia il fisico da porco e che blablabla, appena mi vedrà dallo spioncino farà finta che non ci sia nessuno in casa".
Quindi con poco voglia gli dico "Va bene, vediamoci tra due ore da te, ok?"
E allora eccomi lì, camminare per le vie del centro (ah, tra l'altro ho scoperto una legge pressocchè matematica di Madrid: più ti allontani dal centro, più i ragazzi diventano meno attraenti. Ovviamente io abito in Centro. Ovviamente anche Torardo), dicevo, eccomi lì mentre cammino per le vie del centro, pensando "Vogliotornareacasavogliotornareacasavogliotornareacasa i bravi bambini a mezzanotte stanno a casa a dormire e non vanno in giro a disturbare i bei ragazzi".
DLIN DLON.
Perso nei miei pensieri di fuga, non mi ero neanche accorto che ero arrivato a destinazione e il mio ditino ha premuto il pulsantino del citofonino dell'indirizzino che mi era stato datino. Così. In automatico. Segno che comunque, mi farò le pippe mentali ma non sono mica scemo: giustamente volevo vederlo anche dal vivo, 'sto marcantonio di Torardo.
"Holaaa!" mi dice lui, quando mi apre la porta di casa. E me lo dice così, con 3 A. E me lo dice così, con grande naturalezza. Come se fosse la cosa più naturale del mondo presentarsi a un perfetto sconosciuto con indosso solo un paio di calzoncini corti, color beige di quel tessuto 50 % acrilico 50 % cotone, portati talmente bassi e cadenti che posso vedere la Cintura d'Apollo più bella su cui i miei occhi si siano mai posati, una V lombare talmente eccitante che mi pareva una freccia puntata verso il paradiso e allo stesso tempo una pista peccaminosa spianata dallo stesso Belzebù. Come se fosse la cosa più naturale del mondo farsi trovare da uno che conosci per caso a petto nudo (tra parentesi, un petto dove volendo ci fai skateboarding acrobatico) e ad addome nudo (tra parentesi, ma sempre tra parentesi eh, giusto per puntualizzare meglio il discorso, un addome dove volendo ci puoi lavare i panni giù al fiume). Come se fosse naturale, lui mi apre così ma hey baby: siamo a Madrid.
Ora, lui è di una sorcaggine immensa. E ovviamente casa sua è di una sorcaggine immensa. E ovviamente fa il truccatore e non so se sia anche questo di una sorcaggine immensa però è sicuramente un lavoro di una frociaggine immensa ma hey baby, non l'hai ancora capito che qui siamo a Madrid? E in passato si drogava però adesso fuma solo porri e me ne offrirebbe un po' ma li ha finiti (ma non c'è problema perchè ho già il sorriso ebete da fattone solo al guardarlo). E gli piace andare a ballare l'house. E il suo ex ragazzo che adesso è il suo coinquilino è un medico di famiglia (ma guarda che strano). E tra ciarle varie, passiamo una graziosa oretta, in quel bel divano stiloso, immersi in uno salotto stiloso con luci soffuse e musica soffusa e un grazioso venticello che proviene da una finestra soffusa socchiusa lì nella stanza.
Mi stropiccio un attimo gli occhi perchè ho le lenti a contatto e col venticello che penetrava nel salotto mi si seccano e mi danno fastidio. Lui mi chiede se sono stanco e io gli dico "Io?!?!? Ma vaaaaaa sono fresco come una rosa è che qui a Madrid il vento è sempre quei 40 o 50 gradi più caldo di quello che c'è nel nord Italia e quindi va a finire sempre che le mie lenti a contatto si fondono sulla mia cornea oh ma ti assicuro che non è niente di irreparabile basta che le smuova un po' con un polpastrello in stile metti-la-cera-togli-la-cera ed è tutto a postiss...".
Lui (non so se perchè in vena di gesti spettacolosi o perchè spaventato dalla mia improvvisa bomba alla logorrea) mi passa un dito sulla guancia e mi bacia. E, con una carezzina data con un dito, mi ha fatto sprofondare nella più porca delle mie fantasie romantica delle emozioni.
Oh: UN DITO EH! E meno male che non mi ha accarezzato con tutta la mano!
Appurato che pure la sua camera da letto è decisamente stilosa e che la sua Cintura d'Apollo non scompare una volta toltigli i pantaloncini, dopo due orette di zumzum qualche attimo di dolci sguardi, ci salutammo cortesemente ma in maniera anche piuttosto impersonale, come se avessimo appena lavorato a un progetto di costruzione di un razzo spaziale ("razzo spaziale"... oh, certi lapsus freudiani...) e, dopo esserci promessi che Hablamos, tornai all'aperto a riveder le stelle, nel quartiere un po' radical chic di Malasaña, diretto a casa e ponendomi le seguenti domande:

Possibile che il sesso più bello sia sempre così impersonale? Possibile che la neutralità delle due parti faccia scattare l'esplosione ormonale di entrambi?
E sarà per questo, quindi, che nelle grandi città sia più difficile trovare qualcosa di serio? Perchè tutti vogliono fare solo del gran sesso, niente di più? Milano, Madrid... non cambia niente.
Che le grandi città siano diventate la casa per eccellenza di chi non ha cuore? O forse non si tratta di non avere cuore ma di qualcosa di molto più puerile, un'eterna (r)esistenza da Peter Pan, nella convinzione che avere un abbonamento annuale in una palestra "in", un lavoro molto ben retribuito, una bella casa e un paio di jeans di Alexander McQueen sia sufficiente per impedire alla tua torta di compleanno di avere ogni volta una candelina in più?
E se, grazie agli status symbol, l'età non supera mai (sebbene fittiziamente) quella comunemente accettata dal resto del mondo come una bella età, gagliarda e rampante, si è automaticamente autorizzati a non sentirsi abbastanza maturi per una storia non dico d'amore ma, quanto meno, seria?


Quel che è certo, è che la storia del "non sentirsi maturi", quando si tratta di uomini piuttosto cresciutelli, è spesso una grossa bugia: non si tratta di maturità, si tratta di paura. Impegnarsi vuol dire rinunciare a molti di quegli status symbol che hanno garantito potere e attrazione gravitazionale alla maggior parte degli scapoli più appetibili di questa terra. E tali scapoli hanno paura di impegnarsi, non sapendo se, una volta intrapresa una storia seria, risulteranno agli occhi della gente tali e quali a come erano prima. Tali scapoli hanno paura di impegnarsi perchè non sapranno se, dopo aver preso l'impegno, i loro status symbol saranno ancora sufficienti a garantirgli il diritto di permanere sul tetto del mondo.
Ed ecco che allora sorge spontanea un'altra domanda, nella mia testa, testa che non seguiva più il corpo, lasciando che quest'ultimo sbagliasse fermata della metropolitana e scendesse a La Latina, adorabile quartiere dal sapore popolano e luccicante:

Se gli status symbol ti donano potere, se gli status symbol ti rendono appetibile, allora è corretto pensare che il vero status symbol sia il sesso?
Del resto, a chi interessa andare in palestra, avere bei vestiti, lavorare tanto per guadagnare altrettanto... se poi nessuno se ne accorge?
E quindi, la vera domanda è: si fa sesso in virtù del proprio
appeal o è il fatto stesso di fare sesso che ci rende attraenti?
Ed è questo che spaventa della vita di coppia? Il fatto di sparire dal campo degli appetibili, dal colorato mondo degli attraenti? Il fatto di non poter fare più sesso come una volta? Il fatto di perdere il proprio
appeal?

Arrivo a casa.
Le luci del centro splendono ancora, nonostante l'ora tarda, come se non ci fosse un domani (ma ancora non lo voglio capire che hey, baby: questa è Madrid?) e la notte scoppietta come un sacchetto di pop-corn appena messo nel microonde.
Mi infilo sotto le coperte, ignorando le risate della folla giù in strada e ignorando la risposta alle domande nella mia testa.
Ciò che ancora non potevo sapere è che tali risposte sarebbero arrivate più rapide di quanto mi sarei mai aspettato. Addirittura la notte dopo, grazie all'illuminante chiacchierata con MuscleFromSaoPaulo.
Ma questo è un altro capitolo.

K.I.S.S. (Keep It Simple, Stupids)

lunedì 1 agosto 2011

Capitolo 4: Hot & Cold

Madrid è una città imponente e te lo sa trasmettere.
Roma e Milano, dispiace dirlo, non arrivano a tanto. Nonostante la bellezza delle grandi città italiane, la loro forza risiede soprattuto nel mantenere una certa aria di "paese", di "tipico", di "casa". Questo non è un male (anzi è una cosa che AMO: io di Milano adoro proprio quella sua aria da salotto elegante dove, però, tutti si conoscono) ma se si vuole respirare un'aria veramente metropolitana bisogna lasciare l'Italia.

L'imponenza di Madrid non è solo nei suoi palazzi di un bianco sfolgorante, nei suoi barocchismi, nei suoi larghissimi viali alberati che si stendono per chilometri, nella sua rete sotterranea di 12 linee della metropolitana che arrivano capillarmente fino a ogni punto della città rendendo quasi inutile l'utilizzo di un'automobile. L'imponenza di Madrid sta anche nella sua gente e, sopratutto... NEI SUOI RAGAZZIIIIIIIIII!!! Ma quanto SO' BBBONI????
Allora, dopo attente considerazioni e molti studi "direttamente sul posto", posso dire un paio di cosette su questi spagnoli (o, meglio, su questi madrileni).

Molti dei luoghi comuni che ci sono sugli spagnoli sono FALSI. E credo che siano alimentati soltanto da qualche italiano che è venuto in vacanza in Spagna per una settimana e ha creduto di capire tutto degli spagnoli. In realtà, come non tutti gli italiani sono mafiosi, neanche tutti gli spagnoli sono come in Italia si lascia credere che siano e, dopo un mese che sto in Spagna, questo è diventato abbastanza lampante.
Innanzitutto, iniziamo con le cose positive: il buen rollo è un qualcosa di intraducibile in italiano. Letteralmente significa "buon rotolo" che (va da sé) non vuol dire un cazzo, preso alla lettera. Parafrasandolo, significa "bell'atmosfera" ed è una cosa che in Spagna tentano di mantenere spesso. La vita scorre lenta ma felice? Una buona birretta e passano i guai? Vuoi arrabbiarti il meno possibile? Bene: stai mantenendo alla grande il cosiddetto buen rollo.
Adesso, andiamo subito a sfatare un mito che ha prodotto la forte volontà degli spagnoli di mantenere il buen rollo: in Italia, infatti, si crede che gli spagnoli siano tutti dei cazzoni nullafacenti che finchè c'è fiesta fiesta fiesta esta noche fiesta gli va tutto bene e fanculo il lavoro. Ecco: questa è 'na minchiata bella e buona. Qui lavorano eccome. Il fatto che la sera prima erano ubriachi non vuol dire che non abbiano intenzione di andare a lavorare il giorno dopo: ci vanno eccome. Il fatto che tendano a non arrabbiarsi mai non vuol dire che non lo facciano mai: se succede, preparatevi al peggio (sopratutto con le donne... le spagnole hanno un caratterino da corrida, se le fai incrotalire). Del resto, se qui pensassero a essere tutti ubriachi e ciao le balle al resto, NON SI SPIEGHEREBBE come mai funziona tutto così bene, le code negli uffici sono veloci, i mezzi pubblici sono puntuali, non ci sono cantieri aperti a cazzo che non finiscono mai le opere e altre cosettine così, degne di un paese civile e che, infatti, in Italia sono simpaticamente rare.
Insomma, da come si vede, gli spagnoli sono molto più "nordici" di quello che si può pensare.
Ma qui casca l'asino: è proprio questo che li frega e che me li ha fatti cadere un po'. Infatti, la scoperta della loro voglia di vivere unita alla loro voglia di fare è stata, per il sottoscritto, una più che piacevole novità ma è stata anche come una delle mie tipiche sbornie da dopo-discoteca: prima c'è il divertimento e poi, la mattina dopo, c'è il "ommioddio di chi è questo letto e dove sono le mie mutande e chi è che mi sta russando sul culo". Insomma, voglio dire che gli spagnoli sono anche piuttosto freddi.
Ebbene sì: altro mito da sfatare. Mito nato probabilmente da qualche ragazzo italiano che, in vacanza a Ibizia, ha visto che tutte le spagnole gliela davano e non ha notato che, probabilmente, erano tutte avvinazzate.
Gli spagnoli, infatti, sono DECISAMENTE simpatici, chiacchieroni... in una parola: amabili. Ma pure piuttosto freddi. Loro chiacchierano con te... ma solo di cose da nulla, superficiali, non ti chiedono "come stai?", a loro non importa realmente di te! Per farvi un esempio: quando mi sono messo a cercare casa a Madrid, non c'è stato UN padrone di casa che sia stato UNO a chiedermi quanti anni avessi e come mai stessi qui in Spagna. Qui, infatti, vige la legge del "io mi faccio i fatti miei e tu ti fai i fatti tuoi, basta che mi paghi l'affitto". Sì ok, mettiamoci pure che qui c'è anche l'effetto "grande città" che distorce un po' tutto ma (ammettiamolo) quanti affittuari italiani, al vedere un ragazzo dall'accento straniero che potrebbe voler affittare la loro casa, non avrebbero fatto lui il terzo grado, chiedendogli pure il cognome da nubile di sua nonna? Probabilmente nessuno!
Detto questo, non dico che le amicizie spagnole non si possano fare ma è molto più difficile: un italiano si apre molto di più e per molto meno, con un estraneo... gli spagnoli, invece, rimangono sempre un po' più sul chi-va-là. Prima di conoscerti meglio, devono avere strettamente a che fare con te (infatti gli unici che posso dire di conoscere un po' sono i miei coinquilini).
E ora veniamo al luogo comune più frequente... "Ma gli spagnoli sono o non sono gli amanti latini per eccellenza?"
Allora, diciamo subito che, probabilmente, saranno pure gli amanti LATINI per eccellenza... ma non gli amanti MONDIALI!
Uno spagnolo, come ho detto prima, quando è in vena e quando può, è caciarone, è simpatico, sa come muoversi, cosa dire e cosa fare, con te. Usando delle immagini raffinate, uno spagnolo è in grado di metterti a pecorina senza neanche che tu te ne accorga. Allora perchè non metto gli spagnoli sul podio? Perchè, come ho detto prima, c'è quella vena di freddezza che li frega: il più grande luogo comune da sfatare sugli spagnoli, infatti, non è tanto quello del fatto che possano essere o meno grandi amanti ma quello sul fatto che siano o meno passionali. Ebbene, gli spagnoli NON lo sono. Infatti, a mio modestissimo parere, c'è una ENORME DIFFERENZA tra l'essere passionali e l'essere facili. Gli spagnoli sono sempre pronti a un'avventura, un po' di tenerezze calde e romantiche, una bella notte di musica e magia... insomma: a trombare. Ma quella non è passione, credete a me. Infatti, gli spagnoli, quando ti abbordano e ti convincono a salire a casa loro (e lo fanno anche con una certa facilità, dato che i loro bicipiti guizzanti e i loro pettorali pompati non mi lasciano letteralmente la possibilità di dire "no". Ok: chiamatemi zoccola. Me lo merito.), ti danno da bere un bicchiere d'acqua, si fanno due chiacchere con te e poi via nel letto. Con un italiano, questo, solitamente, non avviene perchè prima c'è LA PASSIONE! Il corteggiamento! Vai a bere qualcosa fuori, poi ci si rivede il giorno dopo per cena, poi sali a casa sua, te la fa vedere TUTTA (mica solo la camera da letto) e poi magari scatta la scintilla che ti farà gridare di piacere! In Spagna, invece, mi pare che tutta la prima parte si sia persa (ok, a volte anche in Italia, ma solitamente la casa, un italiano, te la fa vedere tutta comunque. Eh, cazzo). Per carità, non che io mi lamenti troppo: bisogna ammettere che i maschi spagnoli sono decisamente più belli degli italiani... ma gli manca il fascino. Non amano con la A maiuscola (anche se scopano con la S maiuscola).
E anche se gli italiani pronunciano troppo facilmente la parola "amore", essi lo fanno credendoci, seppur sbagliandosi. E anche se gli italiani cambiano idea finendo per odiarti dopo cinque giorni che stanno insieme a te, essi lo fanno credendoci, seppur sbagliandosi. E anche se gli italiani diventano di nuovo tuoi amici dopo che ti hanno mandato a fare in culo per una cretinata, essi ci credono veramente... ed è QUESTA QUA la passione. E' questo che rimpiango dell'Italia. Perchè credete a me, come gli italiani, non c'è nessuno. Ladri, farabutti e scansafatiche... ma poeti della vita e maghi dell'amore.

Con questo cosa voglio dire? Che l'Italia è meglio della Spagna? NO! E non intendo dire neppure il contrario! Intendo solo dire che se gli Italiani imparassero dagli spagnoli il loro buen rollo, la loro professionalità sul lavoro e la loro capacità di far girare nel modo giusto le rotelle degli ingranaggi sociali... allora l'Italia diventerebbe il paradiso in terra.

K.I.S.S. (Keep It Simple, Stupids... and Keep Italian Style, Stupids!!!)

P.S.: ... ché poi... i furbetti italian-style ci sono anche in Spagna eh... vogliamo parlare del ristorande a Puerta de Toledo??? O vogliamo parlare dell'autista del bus che ti fa fare il giro turistico di Toledo??? Eh??? Vogliamo???

P.P.S.: Oh, ma gnente gnente che tutto quello che ruota attorno a Toledo è gestito da mariuoli?!?!?!

P.P.P.S.: Magari tutto quello che ruota attorno a Toledo è gestito da italiani... che ne so...

P.P.P.P.S.: Insomma, 'sti spagnoli sono un po' mediterranei, un po' nordici... in poche parole sono come me: ad alta Deviazione Standard :)