martedì 22 novembre 2011

Capitoli 11, 12 , 13

Capitolo 11: Who you are (not)



Faccio appena in tempo a prendere l'ultimo treno della metropolitana per arrivare alla centrale di polizia dove MiracleBoy sta "alloggiando".
Ovviamente, si trova molto lontano da casa mia.
Ovviamente, essendo quello l'ultimo treno, so già che poi non so come ritornare a casa.
Ovviamente, mi sembra di essere nel film "I guerrieri della notte", con l'unica differenza che io non appartengo a nessuna gang di strada, al contrario di tutti quelli che stanno nel vagone con me in quel momento.
E così, tra un rutto e una bestemmia, tra una striscia di coca e un coltello a serramanico, arrivo finalmente alla centrale.
Un agente mi chiede che problema avessi. Vorrei rispondergli che è molto probabile che mi abbiano sfilato il portafogli senza che neanche me ne accorgessi, nell'ultimo quarto d'ora ma, invece, mi limito a dire che sono lì per liberare un uccellino in gabbia e vorrei parlarci un secondo.
Ed eccolo lì, il frescone. Il frescone al fresco.

MiracleBoy: Ciaaaaaao ma sei venutoooo!!!
IoPensante: Ma che è? Pensa che siamo a un party mondano?
Io: Ehm, beh sì, me l'hai chiesto... che è successo, si può sapere?
MiracleBoy: Guarda, una cosa incredibile.
Io: Già. Ne sono sicuro. Cosa?
MiracleBoy: Mi hanno accusato di aver rubato 8000 euro.
Io: OTTOMILA EURO?!?!?!
MiracleBoy: Sì! Non ti sembra ridicolo?
Io: Ma come è possibile una cosa del genere???
MiracleBoy: Beh, sostanzialmente perchè è vero.
Io: ...
MiracleBoy: Sì ma avevo un'ottima ragione per farlo.
IoPensante: Ora lo ammazzo.
MiracleBoy: In realtà non ho rubato. Ti racconto.
IoPensante: No ché poi incarcerano anche me.
MiracleBoy: Ti ricordi che lavoravo per un'agenzia di viaggi? Beh ci lavoravo in nero e il padrone non mi ha mai pagato. Allora, per prendermi i soldi che mi doveva, mi sono fatto un biglietto di prima classe andata e ritorno per l'Ecuador.
Io: Vedi? Hai commesso un errore sostanziale: quel biglietto dovevi farlo SENZA ritorno!
MiracleBoy: Ma quei soldi mi spettavano! Guarda, anche il mio avvocato dice che non c'è problema e che non sta succedendo niente di grave. La custodia cautelare è solo una precauzione in attesa che lui venga qui domattina o che qualcuno paghi la cauzione.
Io: E perchè non viene subito il tuo avvocato?
MiracleBoy: Perchè ha il mal di pancia.
Io: Siamo sicuri che almeno l'avvocato lo paghi, sì?
MiracleBoy: Ahhahhaha ma certo che NO!
Io: ...
MiracleBoy: È un mio ex, fa tutto gratis.
Io: Ah, che bello. Allora quanto è questa dannata cauzione?
MiracleBoy: 300 euro.
Io: Praticamente quanto il mio affitto. Sai che me li devi rendere subito, vero?
MiracleBoy: Non appena saremo fuori di qui.
Io: Io sono già fuori di qui, bello.
MiracleBoy: Sì vabbè, lo so...

E fu così che io e MiracleBoy ci ritrovavamo in piena notte in una periferia meridionale di Madrid, con una brezza leggera e fresca che mi punzecchiava le guancia e che gli scompigliava i capelli.

Io: Ma dico io come ti è potuto venire in mente!
MiracleBoy: Ma quei soldi erano miei! Io ho continuato a lavorare senza vedere un soldo!
Io: Sì ma ci sono altri metodi! Potevi denunciarlo! E non hai pensato che per una cosa del genere il tuo ex-capo ti avrebbe denunciato???
MiracleBoy: Sì è che.. è che alle volte sono un po' una testa calda...
Io: Ma nooooo.... cosa mi dici maaaaaai....
MiracleBoy: ...
Io: E adesso come ci torniamo a casa. Eh. Come.
MiracleBoy: A piedi?
Io: Abito più o meno a 10 km da qui. Tanto vale che aspetto che riapra la metropolitana.
MiracleBoy: Ma no! Intendevo a casa mia! Io abito abbastanza vicino!
Io: Ah sì?
MiracleBoy: Sì. Così ti rendo anche i soldi, subito.
Io: Beh, buona idea... e poi sono curioso di vedere il covo dove nascondi la tua refurtiva...
MiracleBoy: Aahahahahahaah dai scemo, vieni qua.

E mi abbraccia. Camminando insieme sotto le stelle spagnole, continuando a ringraziarmi per quello che avevo fatto per lui, arriviamo a casa sua. Mi abbraccia ancora, ci mettiamo comodi e filiamo dritti a letto.
E no, maliziosi che non siete altro: stavolta, non è successo niente.

Non che lui non mi piaccia ma insomma: c'è un momento nella vita di tutti in cui ti rendi conto che i giochi sono finiti. E va bene giocare coi vestiti, va bene giocare col sesso, va bene giocare coi ragazzi, va bene giocare con il Cuba Libre e va bene giocare a fare quello che non sei.
Peró arriva sempre un momento in cui capisci che per il momento ti basta.
E così, abbracciato a quel bel biondone appena fuoriuscito di galera, stretto stretto a quel bambolottone che si era fatto fregare lavorando per dei mesi gratuitamente per poi fuggire in Ecuador e ritornare a Madrid come se niente fosse, capii che potevo giocare con un sacco di cose ma non con me stesso né con lui: lui in realtà non è il mio tipo. Nonostante mi sarebbe piaciuto tanto essere Fujiko che compie tante peripezie insieme a Lupin, quello che non sono non lo posso diventare.
E fu così che per la prima volta non feci sesso, senza neanche essere costretto a non farlo, costringendomi a non essere quello che non sono.



Capitolo 12: Putting away



E finalmente, venne a trovarmi TheGentleMan.
Vado a prenderlo all'aeroporto.
Vederlo così uguale identico a come l'ho lasciato mi ha fatto un po' strano. Non so perchè, forse perchè io mi aspetto di essere cambiato, forse perchè ho paura che lui non mi riconosca, forse perchè ho paura che lui si aspetti che io sia cambiato ma in un modo che non c'è mai stato.
Comunque, rivederlo tale e quale a prima, mi ha fatto stare bene.
In quei pochi giorni in cui lui è stato con me, lui si è comportato come sempre: geniale. Simpatico, gentile, bello & porcello, non potevo chiedergli di meglio.
Però però però. C'è un però. Un grossissimo però. Un'immenso gigantesco casino che stava per abbattersi su di me e su di lui. Il giorno in cui lui doveva ripartire...

Io: Mi fai vedere i filmati che hai sull'iPhone?
TheGentleMan: No, ma sei fuori?
Io: Perchè?
TheGentleMan: Lo sai che ci sono filmati di ragazzi con cui sono uscito in questo periodo.
Io: Appunto. Dai, non mi fa né caldo né freddo. È solo per vedere con chi esci.
TheGentleMan: No.
IoGliPrendoIlTelefono: Dai dai dai dai dai
TheGentleManTentaDiRiprendermelo: No no no no no
Io: ahahahahahahahahah dai dai dai dai dai
TheGentleMan: ahahahhahahaha no no no no no no no
[Stonck. Gomitato in faccia a TheGentleMan. Casuale ma pur sempre gomitata]
Io: Scusa... :(((
TheGentleManIncazzatoNero: Vaffanculo, va'. Mi riposo una mezz'oretta, ok? Così dopo andiamo in aeroporto.
Io: Ok...
TheGentleMan: zzzzzzzz.....
IoChatto: tic tic tic tic tac tic tac
TheGentleMan: zzzzzzzz......
IoChattoConUnTipoCheMiHaContattato: tic tic tac tic tac tic toc
TheGentleMan: zzzzzzzzz.....
IoSpediscoUnaMiaFotoAlTipo: Click.
TheGentleMan: Scusa. Cosa. Stai. Facendo.
Io: Oh, niente, mandavo una foto a un tipo.
TheGentleMan: Di fronte a me? Mentre io dormivo di fronte a te???
Io: Sì, perchè?
TheGentleMan: Perchè sei un cafone! Allora la prossima volta io ti dirò "Scusa un attimo, vado in bagno a scattarmi una foto all'uccello perchè la devo inviare a un tipo!
Io: Ehm, non ti sembra di esagerare? Del resto, tu stavi dormendo e io non dovevo mica rimanere per forza di cose genuflesso in tua adorazione, no?
TheGentleMan: Sì ma potevi anche evitare di fare una cosa simile, di fronte a me! Di fronte a me! Che cattivo gusto!
IoPensante: Ma sei stato tu a non volerti fidanzare con me. Perchè ora mi dici questo?
IoRi-pensante: E perchè non glielo dici, cretino?

Facciamo tutta la strada da casa all'aeroporto in silenzio. Quarantacinque minuti di metropolitana dentro un cubo di ghiaccio, senza proferire verbo, senza neanche guardarci.
Mano mano che macinavamo stazioni e la destinazione si avvicinava, rimuginavo su quanto potesse essere stronzo lui


Chi si credeva di essere per tarparmi le ali così? Chi si credeva di essere per castrarmi? Cosa voleva da me, dalla mia vita?
Mi aveva rifiutato, mi aveva lasciato al grado di scopamico nonostante i miei sentimenti, mi aveva a volte lasciato a casa perchè doveva scoparsi qualcun'altro dei suoi amichetti. E ora che diritto aveva di parlarmi così?
"Di fronte a me! Di fronte a me!" Sì. Di fronte a te. Perchè? Problemi? Credi per caso che tu possa ritenermi uno scopamico mentre io debba continuare a ritenerti un fidanzatino?
Di fronte a te, esattamente. Perchè se siamo scopamici, io posso farlo.
E non è questione di cattivo gusto.
È questione che in realtà tu mi piaci ancora tantissimo e non possiamo essere più neanche scopamici perchè io sto male. Ma non so come dirtelo. Non lo so.

E arrivati in aeroporto, lui sotterra l'ascia di guerra e mi parla del più e del meno, come fa sempre di solito. Non so se si è reso conto della cazzata che ha fatto, fatto sta che raccolgo il ramoscello di ulivo e dimentico anche io tutto quello che mi era passato prima nel cervello come i fulmini di una tempesta. E ci lasciamo alle partenze con un grosso abbraccio sincero.

Torno a casa, sempre più nostalgico di tutto quello che ho lasciato in Italia ma, allo stesso tempo, sono consapevole che quello che ho lasciato, proprio perchè l'ho lasciato, ormai l'ho cambiato per sempre. E non esiste più.

Dopo un po' di tempo, TheGentleMan mi ricontatta dicendomi che ritornerà a Madrid insieme ad alcuni amici per capodanno. Era stata un'idea che gli avevo dato io e su cui avevo insistito. Ero contentissimo che venisse. Ed ero deciso a dirgli anche quello su cui avevo riflettuto e che secondo me era necessario dirgli: non possiamo essere scopamici. Soltanto amici. Sono sicuro che capirà. Glielo dico senza troppe esitazioni.

TheGentleMan: Complimenti.
Io: Che hai?
TheGentleMan: E me lo chiedi pure?
Io: Non capisco...
TheGentleMan: Quante volte te lo devo ripetere? Il sesso rovina tutto. Noi due non potremo MAI essere amici.
Io: Sinceramente non vedo perchè! Tu con me ci parlavi, ci stavi bene! Togliamo il sesso e niente di piú!
TheGentleMan: E mi dici 'ste robe dopo che ormai ho giá fatto il biglietto e ho convinto gli altri a venire, solo perché a me faceva piacere vederti? Ma ti rendi conto?
Io: No, TU forse non ti rendi conto che io non posso continuare a portare avanti un rapporto così squilibrato! Tutte le volte che sto con te, a me sembra di essere fidanzato con te! Se voglio continuare a vederti in maniera SANA, senza che io stia male, dobbiamo togliere il sesso! Non ne posso più di morire di gelosia ogni volta che vai con uno di quegli stronzetti insipidi!
TheGentleMan: No, caro, sei tu che insisti per sapere con chi vado! Io non te l'ho mai chiesto, a te, infatti! Sei sempre tu che insisti con me o che mi sbatti in faccia le foto di quelli che ti fai!
Io: Io voglio solo sapere chi ti piace! E infatti quando vedo che vai con tipi diversissimi da me, io impazzisco! Non ce la faccio più così! Non capisco che vuoi, chi vuoi, che ci faccio io con te! Non voglio fare sesso, solo essere tuo amico!
TheGentleMan: Ah e secondo te il capodanno quindi lo dovremmo passare tranquillamente ognuno per i cazzi suoi???
Io: Ma perchè dici così??? Lo passeremmo assieme, come amici!!!
TheGentleMan: Certo, in discoteca a provarci con altri l'uno di fronte all'altro!!!
Io: Se un mio amico viene abbordato da qualcuno che gli piace, ti assicuro che io sarei strafelice per lui!
TheGentleMan: Ma sei scemo? Faresti questo di fronte a me???
IoCheFinalmenteGlieloDico: Ascolta, sei stato tu a rifiutarmi. Io volevo fidanzarmi con te, tu non hai mai voluto. Ora non puoi trattarmi TU come un fidanzatino quando pare a te e le altre volte farmi retrocedere a tuo piacimento al grado di scopamico!

Vittoria. Gliel'avevo finalmente detto.

TheGentleMan: Non hai capito proprio un cazzo.
Io: Come?
TheGentleMan: Tu sei ben più di uno scopamico, per me. Non sarai un fidanzato, ma sei ben più di uno scopamico. È per questo che non puoi essere solo un amico e che certe cose non le potrei mai fare di fronte a te.

La mia vittoria nel pugno si era tramutata in un mucchietto di sabbia.Possibile che sia sempre stato così cieco? Possibile che non mi sia mai reso conto che lui non mi voleva come amico non perchè ne fossi indegno ma perchè ormai anche la fase di scopamico l'avevamo già superata? Del resto, tutto potrebbe tornare: lui con me ha speso tempo, soldi, energie. E allora perchè non mi è mai venuto in mente che eravamo "di più"? Perchè non riesco nè a focalizzare nè a dare un nome alla stretta zona grigia che intercorre tra l'essere scopamici e l'essere fidanzati? Perchè mi sono dimenticato che io e lui siamo non-fidanzati? Perchè ho sempre preso questo mio neologismo (che TheGentleMan stesso ha inventato indipendentemente da me, come se fosse un destino comune) come una leggera sciocchezza? Perchè mi sono sempre illuso che in realtà non posso stare nella zona grigia?
E se in realtà avessi comunque ragione io? Se in realtà i non-fidanzamenti sono un puro artificio linguistico, un mero gioco lessicale, una comoda trovata intellettuale ma niente di più, niente di paragonabile a qualcosa che esista davvero nella realtà?

E insomma, il tutto si è concluso con parecchie incazzature poi risoltesi. E adesso la calma è tornata. Riprenderemo a fare i non-fidanzati. In fin dei conti, così ci piace, così siamo felici. E io non sopporto di non vederlo più (cosa con cui devo giá fare i conti) né sentirlo più.

Io: Ascolta, possiamo pure metterci una pietra sopra, ok?
TheGentleMan: Certo, lo sai quanto ci tengo a te.
Io: Ok, però tu cerchi qualcuno di diverso da me, fosse anche per poco. Altrimenti staremmo definitivamente insieme. E io non voglio vedermi la vita passare davanti tutta quanta solo perchè sono stato appresso a uno che non può proprio amarmi.
TheGentleMan: Lo so, lo so... infatti non ti chiedo di stare insieme a me...
Io: E c'è un'altra cosa. Tu hai detto che io e te non siamo solo scopamici, però non siamo fidanzati e non potremmo mai essere amici.
TheGentleMan: Esatto.
Io: E allora, quando io o te troveremo un ragazzo che ci piacerà davvero e ci fidanzeremo, cosa succederà tra di noi? Se non potrà legarci una scopamicizia, se non sarà possibile costruire una semplice amicizia, cosa...

E a questo punto, TheGentleMan divagò. Perchè noi sappiamo benissimo la riposta a quella domanda. Una risposta talmente triste che anche lui, così razionale, così precisino, probabilmente ha paura di dire. Un piccolo particolare, nella sua perfetta teoria delle relazioni umane, gli era sfuggito: il particolare che far finire un rapporto può far molto soffrire.
E, che io sappia, quando qualcosa fa soffrire, è amore o è amicizia.
Ma tanto non lo ammetterà mai.
Cerchiamo di metterci via, entrambi, vicendevolmente. Ci riusciremo, spero.

Capitolo 13: Nights



La cosa più bella dei sogni è il fatto che, nonostante non siano veri, li puoi vivere. La cosa più brutta, invece, è che prima o poi ti dovrai svegliare.
E l'annosa questione del "meglio viverli e soffrire o meglio non viverli e non soffrire mai" non sarò mai in grado di risolverla.
Fatto sta che qui a Madrid, di sogni, se ne vedono pochi. È una cittá sempre in festa, è vero, ma anche molto dura e terrea. Però di tanto in tanto...

E lo conosco così, casualmente, ci scambiamo i numeri di telefono con la promessa di rivederci.
Capelli castani, bellissimo viso da pacioccone, voce calda, con un accento musicale tipico dei Caraibi, due occhi dal taglio lievemente allungato e verdi come il mare della sua Santo Domingo, 27 anni di giovinezza e un sacco di simpatia e dolcezza.
Le occasioni per rivederci faticavano ad arrivare ma, alla fine, troviamo il giorno. Gli lascio carta bianca su luogo e ora.
"Tanto" mi dico "so dove si andrà a parare. A casa sua oppure a Chueca. E dopo a casa sua. Perché ovviamente vuole scopare".
E invece mi dice "Perchè non andiamo a vedere le stelle al belvedere di Dehesa de la Villa?"
Ora, io non andavo a vedere le stelle in un parco più o meno da quando avevo 18 anni. E il fatto di doverlo andare a rifare mi faceva sentire come quando ero uno sgarzullino inesperto al suo primo appuntamento con un ragazzo gay, nella piccola isoletta al centro del Mediterraneo. E il fatto che stavolta non era un appuntamento al buio ma sapessi già che lui era bellissimo e dolcissimo mi faceva battere il cuore come quello di un colibrì che ha appena pippato coca e mi faceva camminare per casa saltellando come Tigro di Winnie The Pooh.
Arriviamo al belvedere, zona nordest di Madrid, armati solo di quattro birre e una confezione di snackettini salati.
Sotto di noi, tutte le luci della città occhieggiano senza sosta. E lì, seduti sullo schienale della panchina come due ragazzacci, ci raccontiamo tutti quello che ci passa per le nostre testoline fresche di shampoo, cercando di distinguere nell'immensità della città dove fosse il Palazzo Reale, la torre della Moncloa, i grattacieli di Kio.
Bevendo birra e sgranocchiando salatini al mais, cercavamo la luna senza accorgerci che era nascosta sotto delle innocue nubi.
Pensavo di non piacergli e un po' me ne dispiacevo, perchè si vede che lui è diverso. Lui non è come gli altri. Lui non mi ha invitato a scopare.Lui non può volere me.
Lui mi ha invitato a GUARDARE LE STELLE.
Come faccio a piacergli a uno così, soprattutto dopo che mi sono lasciato scappare che in 4 mesi sono uscito con 26 uomini diversi ma sono andato a letto solo con 24 e dopo aver visto la sua espressione cucciolosa con la bocca aperta dalla meraviglia e gli occhioni sgranati verdi come due smeraldi?
Non lo so come faccio, non lo so come ho fatto, però alla fine mi ha baciato. E siamo rimasti a baciarci per più di un'ora, in quel parco, con tutta la Spagna sbrilluccicante ai nostri piedi.
E poi abbiamo continuato a casa sua.
E, scherzo del destino, anche dalla sua cameretta da ragazzo boehmienne si gode una vista stupenda. E allora, visto che il destino ci si metteva così d'impegno a farmi felice, non potevamo che continuare a baciarlo pure per buona parte della notte e per tutta la mattina dopo.
Insomma, questa è la storia, questo è il modo dolcissimo di come BigAngel, direttamente da Santo Domingo, nel giro di 24 ore mi ha fatto perdere la testa.

Ma come in tutti i sogni...

BigAngel: Mi devo trasferire.
Io: E perchè? E per quanto?
BigAngel: Per lavoro, per sempre, a Santiago.
Io: Ah beh, dai, non sarà così impossibile vederci ogni fine settimana, allora, no? Prendiamo il treno! Una settimana tu e l'altra io! E poi mi pare che lì arrivi pure la RyanAir! :)))
BigAngel: Non a Santiago de Compostela. A Santiago, in Cile. E tu saresti la prima cosa che porterei insieme a me, piccolo.

...prima o poi, arriva il momento del risveglio.
L'importante è che, certe notti, tu sia già sveglio.
Perché i sogni non dormono insieme a te ma camminano e, talvolta, corrono via.

K.I.S.S. (Keep in Santiago, Stupids)