domenica 15 luglio 2012

Capitolo 23: HIV +

Quando avevo visto che il test era positivo, non ho avuto una grande reazione.
Avevo fatto la visita e le analisi mediche per il posto di lavoro e, in attesa che mi consegnassero i risultati cartacei, mi ero messo a vedere nell'intranet dell'ospedale se già erano usciti lì.
In quel momento, ero di guardia in Urgenza, saranno state più o meno le 3 del mattino.
Dò un rapido sguardo al PDF delle analisi: c'è un numeretto con una stellina a fianco. Si riferisce agli anticorpi contro il virus. Il numeretto è troppo alto per essere normale e la stellina lo sta segnalando.
Vorrei rileggere un'altra volta ma il forte accento andaluso del mio capo mi dice "C'è uno nuovo in uno dei tuoi letti, vai a vedere che ha" quindi mi alzo e vado a vedere il mio nuovo paziente.

Il mio nuovo paziente. L'unica cosa che in quel momento mi consente di stare coi piedi per terra. Assoluta concentrazione.

Lo esploro.
Gli faccio l'anamnesi.
Chiedo analisi del sangue e radiografia del torace.

Massima concentrazione.

Dopodiché, riguardo un attimo il mio PDF: la stellina è proprio a fianco del valore degli anticorpi contro il virus dell'AIDS.

Voglio un'assoluta concentrazione.

"Vuoi che ti aiuti? Sei in alto mare? Io coi miei ho praticamente tutto sotto controllo, se vuoi mi incarico di uno dei tuoi" chiedo a una mia compagna. Ma lei si volta, mi guarda, mi fa un sorriso molto bello e dolce e mi ringrazia, dicendomi che non c'è bisogno.

Devo ritrovare l'assoluta concentrazione.

Le 4 del mattino. Turniamo per dormire. Turno 1, turno 2 o turno X. Sorteggiamo. A me, per la prima volta, è capitata la X ovvero posso dormire fino alla fine della guardia. L'altra X capita allo specializzando di oncologia del primo anno. E' proprio bello.

Mi concentro su di lui. Un viso perfetto, capelli biondo scuro, occhi azzurri, barbetta, alto, simpaticissimo. Mi devo concentrare su di lui.

Entriamo in camera. Ci buttiamo sui letti.
Chissà se fare sesso con lui mi aiuterebbe a non pensare a quello che potrei avere.
Chissà se potrò mai fare di nuovo sesso.
"Come ti è andata la guardia?" mi chiede, sorridendo.

Un sorriso perfetto. Mi concentro sul suo sorriso, maniacalmente: colore, forma dei denti, posizione. Tutto perfetto.

"Bene, grazie. E che fortuna che ci sia capitata la X, eh?" gli rispondo, mentendo, dato che avrei voluto continuare a lavorare senza fermarmi mai, fino a morire di lavoro. Ci mettiamo sui letti e lui spegne la luce.
Non stavo lavorando e non potevo vedere il bellissimo specializzando di oncologia del primo anno: in quel momento l'unica cosa su cui potevo concentrarmi, quindi, era il fatto che il mio test è positivo.

Il giorno dopo, sono andato a parlare col servizio di malattie infettive dell'ospedale. La dottoressa mi ha detto di non preoccuparmi. Mi ha detto che io ho fatto solo un test di screening. Mi ha detto che quel risultato verrà valorato con un ulteriore test, più specifico sebbene meno sensibile.
Gli ho detto che comunque ho un test positivo, che sono un medico anche io e che voglio la massima sincerità da parte loro, quindi niente sciocchezzuole che raccontiamo sempre ai pazienti per tranquillizzarli come "non si preoccupi" o "migliorerà" o "la medicina sta facendo passi da gigante" o "ci sono delle celluline impazzite".
La dottoressa è d'accordo; va un attimo nella stanza accanto e torna con un sacchetto di plastica pieno di pillole. Mi dice "Iniziamo subito con la terapia antiretrovirale, senza aspettare i risultati del test di conferma, ok? Per sicurezza". Per sicurezza: in linguaggio medico, sarebbe che la possibilità che anche il test di conferma sia positivo non è trascurabile.
Prendo quel sacchetto, lo metto nella mia tracolla, saluto ed esco di lì.

Quella tracolla l'avevo comprata durante l'università, dopo aver superato non mi ricordo che esame. Devo concentrarmi per ricordarmi che esame era. Concentrazione.

La terapia antiretrovirale è una cosa che ti stende, letteralmente.
La nausea a non finire, tutto il giorno e tutta la notte, è l'effetto collaterale che più mi devasta. Mi sembra di vivere in barca, tutto il tempo. Ma non in vacanza: con un mare mosso, cattivo e nero, che odora di pesce marcio. E pare che questo sia nulla, al confronto con quello che potrebbe venire dopo.

Al servizio di malattie infettive dell'ospedale, mi hanno caldamente consigliato di fare la lista delle possibili persone che mi potrebbero aver contagiato o che io potrei aver contagiato io.
Io la lista l'ho fatta. Il problema è che molti di loro non posso rintracciarli: di alcuni non ho il numero di telefono e, di quelli di cui sospetto di più, non mi ricordo nemmeno il nome.
Chiamare queste persone e mettere loro paura è stata la cosa più umiliante della mia vita: molti non hanno reagito bene, alcuni si sono terrorizzati, altri si sono arrabbiati. Quel che è certo è che, se mai uno di loro risultasse positivo al test, potrei avercelo sulla coscienza.

La parte più dura è stata dirlo a BigAngel. Lo chiamo.
Appena ho sentito la sua voce, quella dolce cantilena caraibica, mi è salito un groppo in gola. Cerco di parlare un po' del più e del meno, per sciogliermi. Poi gli racconto quello che è successo, iniziando con la classica formula del devo-dirti-una-cosa.
"... e quindi, capisci che forse è meglio che ti fai un controllo del sangue pure tu, insomma un test per l'H..."

Mica è facile tenere le lacrime chiuse negli occhi, quando tutta la tua concentrazione adesso è proprio dove non vuoi che sia.

Io: ...un test dell'HIV... scusa, è che sono molto nervoso...
BigAngel: Non hai nessun motivo per esserlo, cariño... non piangere.
Io: Guarda che se sei positivo, hai tutto il diritto di pretendere da me spese mediche o...
BigAngel: Smetti di piangere, dai. Non risulterò positivo. E non è detto che lo sia davvero neanche tu.
Io: Se ti ho fatto del male, io...
BigAngel: Se scoprirò di averlo anche io, non ti addosserò mai la colpa di niente.
Io: Sì ma la colpa me la addosserei io, lo stesso! Ti giuro, sto malissimo, voglio solo che tu sappia che se ti è successo qualcosa mi dispiace e che non avevo la benché minima intenzione di farti vivere una vita di merda... io non so cos'altro dire, davvero...
BigAngel: Non dire niente e ascoltami, andrà tutto bene. Tu rimani il ragazzo più fantastico che abbia mai conosciuto, ok? Purtroppo ora devo andare a lavorare, ci sentiamo più tardi, se vuoi. Stai tranquillo, andrà tutto bene.

Chissà se adesso anche lui sta cercando qualcosa per mantenere la sua concentrazione su qualcos'altro.

Non mi ricordo di aver mai avuto penetrazioni senza preservativo. Qualche strusciamento, qualche contatto, quello sì, però non mi ricordo di essere mai stato penetrato senza. Chissà quando diavolo è successo: i primi tempi che ero qui o forse no. Magari quelle volte che sono finito con qualcuno dopo aver bevuto un bicchiere di troppo che ti toglie le inibizioni o che non ti fa verificare che il tuo partner si metta il preservativo, magari in una di quelle serate in cui ero fuori di me è successo qualcosa. A quanto sembra, "qualcosa" è più che sufficiente.

Vorrei soltanto sapere cosa mi passava per il cervello. Vorrei soltanto sapere con che faccia di bronzo posso occuparmi della salute delle altre persone quando io sono stato il primo che ha preso la sua e l'ha probabilmente fatta a brandelli.
Vorrei soltanto capire se questa rabbia che mi monta dentro riuscirò a controllarla o se mi ucciderà, insieme a qualcun altro che magari ho contagiato.

Vorrei trovare un qualcosa su cui concentrarmi, su cui scaricarmi, su cui deviare l'attenzione... ma non la trovo. L'unica cosa che trovo è questa voglia di fare del male, possibilmente a chi mi può aver distrutto la vita. O alla mia stupidità. Ma la stupidità è imbattibile e me la devo tenere. Forse è l'unica malattia davvero incurabile, altro che AIDS.

Sento solo che dentro ho una rabbia di quelle malsane, tinte d'invidia e prive di logica, che mi sta facendo diventare una persona cattiva e che tutta questa rabbia mi allontanerà anche da chi vorrà cercare di starmi vicino.

Mi vergogno tantissimo di me stesso.

21 commenti:

amaranta ha detto...

Non devi vergognarti di te stesso, non hai nessun motivo di vergognarti. Aspetta gli altri test, aspetta un attimo. Non andare nel pallone, non perdere il controllo. Anche se avessi l'HIV sai benissimo anche tu che tanta gente ci convive tranquillamente e siamo a un passo dal trovare la cura. Sii forte, coraggio. Un abbraccio

Anonimo ha detto...

Bimbo,
un abbraccio forte forte da chi ti legge da tanto tempo e si è un pò affezionato a te.
E una piccola constatazione: l'Hiv non è mai una vergogna, è una malattia. Tu sei un dottore, dentro di te questa cosa la sai.
Dario

Dado ha detto...

Vergognarsi mai!
Vedrai che le cose poi si sistemeranno... Tieni duro Bimbo, siamo tutti con te <3

Anonimo ha detto...

Ti leggo con piacere da anni ormai, ed ho imparato a volerti bene col tempo nonostante lo schermo che ci separa. Ti confesso pure di ammirarti, parlo da gay aspirante medico (purtroppo fuori corso), perché mi hai mostrato che nonostante l'ambiente chiuso le due realtà non sono così incompatibili.
Non ti abbattere, è un duro colpo, ma sai meglio di me che saprai rialzarti e tenere duro.
Ricordati che non sei solo, per quel poco che conta oltre all'affetto dei tuoi famigliari e dei tuoi amici c'è pure quello dei tuoi lettori.
Ti mando un abbraccio fortissimo.
Stefano

Ananda ha detto...

Innanzitutto non assumere un atteggiamento di malattia finché il western non metterà la parola fine ai tuoi dubbi. La rabbia è l'ultima cosa che ti serva, almeno che tu non la sappia convogliare verso qualcosa di utile a te stesso e agli altri. Ricorda che come me sei un medico; come tale la mattina ti metti un camice e sei una persona che deve prendersi cura degli altri. Non lasciare che questo episodio distrugga ciò che ti sei conquistato. Hiv è un virus non una fatwa. Ok sei infetto and so? Sempre meglio che perdere la vista o rompersi la schiena in macchina. L'unica cosa che cambia è la tua consapevolezza e probabilmente il rispetto della tua persona, che deve solo crescere. La terapia ora la stai facendo per evitare lo spreading virale e fidati col tempo la spossatezza se ne andrà e la tua priorità torneranno ad essere i tuoi problemi di ogni giorno. Un abbraccio

Anonimo ha detto...

io ti auguro con tutto il cuore che il test sia un falso positivo. Per quel che vale te lo auguro davvero intensamente. Ma spero che l'esperienza ti insegni il valore dei comportamenti. E le conseguenze che questi hanno. Divertirsi va bene, ma un'attività sessuale così promiscua può avere conseguenze e come medico dovresti conoscere le statistiche. Non devi vergognarti della malattia, ma dei tuoi comportamenti si, e fai bene. E spero questo serva a tutti quei ragazzi e ragazze che si danno al sesso promiscuo con troppa leggerezza. Non ti si devono fare colpe, e tu non devi sentirti in colpa. Se sarà confermata la tua positività potrai ancora avere una vita generosa - perché fino a poco tempo fa si moriva ed oggi meno, quindi sei stato fortunato comunque - e ricca di soddisfazioni. Sarà una vita certamente diversa, visto quelli che erano i tuoi canoni, ma non per questo più brutta o meno piena. Potrai trovare un compagno e vivere momenti intensi di felicità. La vita non si ferma, solo cambia. Prende un'altra strada e continua. Andare a ritroso alla caccia del "chi è stato" non serve a molto. Invece avvisare i tuoi partner è stato un gesto coraggioso, anche se dovuto (non tutti lo fanno), ma anche per loro non devi sentirti in colpa. Non hai fatto niente con consapevolezza di nuocere e dunque non hai colpe. L'eventuale loro malattia sarà stata conseguenza di una loro leggerezza, proprio come per te la tua. Spero di poter leggere presto un altro post in cui ci dai notizia che il test era un falso positivo e mi auguro che da oggi tu abbia imparato il valore della presenza di sé sempre, non solo quando si è in corsia a curare i degenti, ma anche quando si è in giro a divertirsi. Non siamo mai due persone differenti, ma sempre la stessa persona. Se sei superficiale nella tua vita privata, prima o poi lo sarai in quella professionale. Un abbraccio grandissimo.

@amaranta. E' vero, ci sono delle cure, ma posta come hai fatto tu sembra che basti prendere un'aspirina e via, tutto come prima. No. Le cure sono pesanti per l'organismo e la qualità di vita non bella. E non sono ugualmente efficaci per tutti. Non lasciarsi travolgere dalla cupezza va bene, incoraggiare va bene, ma restare con i piedi in terra anche. Essere onesti pure. Vai presso qualche associazione ed incontra un sieropositivo; fatti raccontare la sua vita quotidiana.

Anonimo ha detto...

Ho già scritto ieri, ma mi sento di aggiungere un commento, perchè mi sembra che negli altri non si sia colto un aspetto molto importante: Big Angel si è dimostrato meraviglioso e - in base alla mia teoria personale ma dimostrata scientificamente della reciprocità della meraviglia, secondo cui le persone meravigliose attirano altre persone meravigliose - questo conferma la mia convinzione che tu, Bimbo, lo sia altrettanto. Altra cosa sono i comportamenti che cambiano con le stagioni della vita e, scusate: chi non ha avuto, potendolo fare, un periodo di promiscuità? A me è capitato più volte, non ne sono fiero ma neanche me ne vergogno. Sarò una persona fragile, con le sue debolezze, non una brutta persona. Cerco solo di tenermi pronto per passare a qualcosa di più bello. E spero avvenga con un ragazzo come Bimbo o come Big Angel.
Dario

Anonimo ha detto...

@Dario, la promiscuità non è mai un valore. E nemmeno una fase di crescita personale. Fare le proprie esperienze è giusto, è doveroso. Si cresce con le esperienze, ma la promiscuità è altro. Non è una colpa, mi ripeto, non lo è mai. Ma è una chiara scelta personale. Non puoi credere che una vita passata a mettersi quasi senza soluzione di continuità nel letto di sconosciuti con la testa offuscata dall'alcol faccia parte di nessun processo di crescita e di acquisizione di esperienze consapevoli. Per favore, non facciamo passare qusti messaggi idioti. Certamente a nessuno si augurano le conseguenze a cui si può andare incontro (e non esiste solo l'HIV), ma è ovvio che i comportamenti a rischio si dicono tali perché appunto ti mettono a rischio. Allora la castità? No, ma un approccio al sesso più consapevole sarebbe la via migliore. Tu cerchi qualcosa di bello. Ma mi sembra improbabile che tu per riconoscerla abbia bisogno di provarli tutti. Dico queste cose perché troppe-troppe-troppe volte vedo ragazzi quasi increduli di ritrovarsi sieropositivi in conseguenza di comportamenti eccessivamente promiscui. Sembra che la gioventù di oggi viva una scissione completa tra sesso ed affettività. Quando trovano l'amore si risentono vergini, come se tutto quello che è nel loro passato non sia neanche esistito e non debba avere conseguenze di nessun tipo. "Non stavo con nessuno" è la tipica risposta con cui giustificano il loro comportamento. Senza pensare che si sta sempre con qualcuno, se non altro con sé stessi, ed i propri affetti che dovranno ora condividere con loro un epilogo poco felice di questa davvero eccessiva, ed ipocrita, ricerca dell'Amore. E' difficile riconoscere la bellezza di una persona sotto effetto di alcool o sostanze. Quelle non sono esperienze, sono un darsi via senza alcun rispetto di sè e degli altri. Big Angel pare davvero una bella persona. Ma Bimbo, invece di aver preso consapevolezza di quanto una condivisione così piena con una persona possa davvero arricchirti, non ha modificato i propri comportamenti, non ha saputo riconoscere la bellezza e cercarla magari in altre persone. L'esperienza non gli è servita a nulla. No, ha perpetuato in comportamenti che non hanno niente a che fare con la ricerca di ua relazione stabile. Lui non ha voluto "aspettare", ha continuato con dissoluzione in un giro di sesso per sesso. E' giusto che sia spaventato, e capisco la sua rabbia, ne ho vista talemente tanta... Non puoi sapere quante lacrime, quanti sguardi terrorizzati e voci che ripetevano continuamente "è stato solo una volta", ossessivamente senza nemmeno ascoltarsi. Spero davvero che gli esami ripetuti smentiscano tutto e ridiano serenità a Bimbo. Lo spero vivamente, ma il miglior aiuto che posso dare da qui a Bimbo ed a tutti voi che lo leggete è dimostrare una severità di giudizio senza sconti per quelle che sono conseguenze note di atti voluti. Rileggi il blog, difficilmente ci trovi la vera ricerca di un affetto duraturo e stabile, la maturità personale di un processo di crescita. Piuttosto un diario di avventure e drink. Ciò non vuol dire essere una cattiva persona, ma essere una persona superficiale sì. Adesso dovrà crescere per forza, adesso l'esperienza che è costretto a farsi è questa. Sorrido per l'ingenuità delle tue teorie relazionali, ma la "meraviglia" non è una calamita. La meraviglia, come la pensi tu, può cambiarti la vita in un incubo mentre ti dice ti amo il mattino dopo averti incontrato. Non funziona così. "Cerco di tenermi pronto per passare a qualcosa di bello" e che fai ti alleni a letto con chiunque? oggi prima scopate e poi vi presentate. A volte penso che la gioventù di oggi non merita le lacrime e la disperazione di genitori e dei medici che vi raccolgono nelle corsie.

Misterioso ha detto...

Bimbo, mi dispiace tantissimo. Ormai sono due anni che leggo il tuo blog e stamattina leggendo tutto questo ci sono davvero rimasto di sasso.
E' facile fare i moralisti col senno di poi. E mi riferisco a chi nei commenti sopra di me ti rimprovera.
Non hai bisogno di rimproveri, non hai bisogno di morale, hai solo bisogno di affetto e comprensione.
Ok, ti sei divertito con tanti uomini, ma in fondo che male c'è? Hai sempre agito consapevolmente prendendo sempre tutte le precauzioni, un errore può capitare a chiunque, in fondo.
Ti dico soltanto che hai tutto il mio affetto.
Non lasciare che la malattia cambi quello che sei, non perdere te stesso. Per adesso capisco che è una botta tremenda, ma non lasciarti andare alla rabbia e alla disperazione, semmai lotta e reagisci, ma non rinunciare a quello che sei.
E non temere: chi davvero ti vuol bene ti resterà sempre accanto.

Anonimo ha detto...

@anonimo di due messaggi sopra.
Ti rispondo qui per la prima e ultima volta perchè una discussione fra noi, proprio ora, non deve distogliere dal vero motivo del thread: una persona che sta soffrendo (piuttosto scambiamoci mail).
Non posso accettare il tuo etichettare i malati di Aids nella categoria dei "sessualmente sbagliati", il tuo connotare una MALATTIA dal punto di vista morale. E' un atteggiamento pericoloso che alimenta quei vecchi pregiudizi che favoriscono, anzichè fermare, il contagio. Non posso nemmeno accettare la tua soluzione al contagio: siate monogami. Magari fosse così semplice! E' una vecchia ricetta, cara a Bush e al Vaticano, che non funziona. Bisogna piuttosto imparare a fare sesso sicuro.
Non ci crederai, ma posso fare sesso con N ragazzi, senza correre rischi. Perchè mi sono informato. Non ci crederai, ma si può perdere l'amore nel matrimonio e trovarlo nel sesso occasionale. Non ci crederai, ma ci sono promiscui con più valori e capacità di amare di tanti monogami. Saranno casi estremi che ti fanno sorridere, ma te li pongo per farti mettere in discussione i tuoi SCHEMI MENTALI.
Sono io superficiale? Forse, ma è suerficiale anche il tuo modo di giudicare. Bimbo non ha lasciato BigAngel per perdersi dietro a uno più bello, ma perchè il destino si è messo di traverso. Ci soffriamo quando succede, sbagliamo, ci rialziamo, cresciamo. La vita è imprevedibile e piena di meraviglia, grazie a Dio.
Quanto all'ultima frase del tuo post, beh, denota un vuoto di sensibilità in cui nessun ragionamento può incidere...

Anonimo ha detto...

@anonimo 13:20
devi imparare a leggere, e poi anche a capire. Nessuno etichetta nessuno. Le etichette non esistono, ma siamo persone adulte - speriamolo - e le persone adulte hanno la responsabilità del giudizio. Sperabilmente con maturità, ma senza pietismi o buonismi ipocriti. Essere informato ti protegge fino ad un certo punto. Il preservativo non è sicuro al 100%, e questo lo sanno anche i muri ormai. Naturalmente usandolo il rischio è molto-molto basso. Ma se aumenti la numerosita delle esposizioni anche il rischio - seppur sempre piccolo - aumenta. Quello che consola è che spesso un sieropositivo che assume la terapia, riesce a raggiungere una carica virale pressocchè nulla, e quindi limita lo spread dell'infezione. Ma non tutti fanno il test; proprio come te, si fidano del preservativo. Una delle campagne sanitarie più in voga nei locali gay statunitensi è una piccola scritta sulla confezione del preservativo: "Nothing is safe, something is safer".
La storia poi di focalizzarsi solo sulla penetrazione come veicolo di infezione è un'altra cazzata. Il sesso orale è dimostrato avere capacità di veicolare l'infezione.
Nessuno condanna Bimbo per il tipo di vita che ha condotto, non mi permetto proprio. Ma valuto - e giudico - che certamente la sua esposizione al rischio è stata sopra la media. Mi sembra che sebbene speri ancora in un falso positivo, i fatti mi diano ragione. Ti sembro crudo? beh, per quanto tu possa non crederlo, Bimbo avrà bisogno di molto realismo e meno fiocchetti rosa d'ora in avanti. È un medico, un adulto che si assume una responsabilità enorme verso i suoi pazienti, è ora che trovi il senso di responsabilità verso sé stesso. Se parlo così, con questa crudezza, è perché quello che è successo a Bimbo è un occasione, l'ennesima, per educare. Non indicherei mai la castità come soluzione, ma un approccio responasbile al sesso sì, è un tuo dovere ed un diritto di chi frequenti. Chi ti dice, in modo rassicurante, che ormai ci sono le cure, non sa proprio di cosa parla. Cosniglio anche a te di andare ad incontrare un sieropositivo e chiedergli come si vive con il virus dell'HIV.
Bimbo, faccio affidamento sul tuo essere un adulto e spero tu comprenda che non c'è un giudizio personale per te od i tuoi comportamenti. Ti auguro vivamente che tutto sia un malaugurato errore. Che ritrovi ogni serenita e contentezza e che resti come una brutta - ma spero utile - esperienza.

Anonimo ha detto...

Ciao Bimbosottaceto,
non ti ho mai scritto anche se ti seguo da anni. La prima volta che ho letto il tuo blog è stato nel 2010 e, pur essendo io completamente diverso da te in tutto o quasi (o forse proprio per questo) ho sempre ammirato molto il tuo modo di pensare e di vivere.

Volevo solo dirti che ti sono vicino. Spero che il tuo splendido modo di vedere la vita non cambi e che la forza che hai possa vincere anche questo.

Matteo

Anonimo ha detto...

anche se mi sei sempre stato sul cazzo
Chris mi dispiace tanto, nessuno meriterebbe di ammalarsi così.

in bocca al lupo per il tuo nuovo percorso e fatti coraggio, perchè sono cosciente che può capitare a chiunque anche se si sbaglia una volta sola.

Fed ha detto...

"Sento solo che dentro ho una rabbia di quelle malsane, tinte d'invidia e prive di logica, che mi sta facendo diventare una persona cattiva e che tutta questa rabbia mi allontanerà anche da chi vorrà cercare di starmi vicino."

mm... Sottaceto stai incominciando a farmi paura... sarà che mi sto guardando tutte le puntate di Teen Wolf una dopo l'altra (per intenderci loro: bit.ly/P5MuSf ) ma se scrivi ste' cose mi spaventi -.-

Anonimo ha detto...

Ciao,
studente di medicina, HIV+ da 3 anni.
Non perché fossi promiscuo.
Non perché mi divertissi ad andare in giro a scopare dalla gente.
Non perché facessi la troia in giro - e nel caso in cui l'avessi fatto v'assicuro io che non ho mai MAI mancato di mettere un preservativo.
Però è capitato. Colpa mia? Non so. Di certo so che è stato il mio ex il "vettore virale".
Immagino che adesso voi potreste dire "ah, è stato promiscuo lui e quindi anche tu" oppure "dovevi fidarti per fare sesso non protetto con il tuo fidanzato". Perché tanto è sempre colpa del promiscuo, no? È colpa di quello che invece di scopare con una persona all'anno se ne fa sei in una sera? E i pornoattori come vengono conteggiati? E gli emofilici? I politrasfusi? E chi presenta una deficienza di qualche proteina ematica? Sono tutti dei poveri cani che si devono vergognare? Chi nasce da madre sieropositiva magari ignara e subisce sieroconversione al momento del parto? Poi c'è chi se la cerca, ma rasenta la psicopatologia.

Fatevi un esame di coscienza: chi di voi nella vita ha sempre solo esclusivamente fatto sesso, anche orale, in modo protetto? Neanche un pompino en passant senza profilattico, si intende.

Poi c'è chi ci rimane stronzo e chi saltella il giorno dopo il test perché tanto a quel giro gli è andata bene. E auguro a tutti, ognuno di voi, di rimanere nella negatività più completa, perché di positivo c'è ben poco nella mia situazione.

Bimbo, spero che il tuo WB risulti negativo e che tu stia bene. Ma immagino come tu stia.
Io sono in terapia da un anno ormai, atazanavir/abacavir+lamivudina/ritonavir. Effetti collaterali zero, nausea psicosomatica iniziale, niente variazioni di peso, un po' di ittero sclerale ma per il resto tutto bene, la vita va avanti. Addirittura (e voi malpensanti storcete pure il naso, voltatevi dall'altra parte e additate l'untore che avrà sulla coscienza un innocente) sto frequentandomi con un ragazzo negativo, che non solo non ci ha fatto una piega, ma mi ha anche fatto ricredere sull'umanità in generale.
Life goes on, carry on e vedrai che la vita non solo va avanti, ma continua a essere bella. Se vuoi fare due chiacchiere, ti posso scrivere una mail privata.
Un abbraccio.

Anonimo ha detto...

non so dirti altro se non che ti sono vicina con tutto il cuore.

Anonimo ha detto...

vedere che anche un medico si prende l'AIDS deve fare riflettere di quanto ci voglia poco per ammalarsi, spero trovino presto un vaccino per te e per tutti gli altri
un abbraccio

Anonimo ha detto...

Fed a me spaventano le persone che scrivono le cose che scrivi tu. Non una persona che sta razionalizzando la probabilità di avere una malattia difficile da vivere.
Teen wolf non e' reale. L'aids si.

Fed ha detto...

Interessante, e ti spaventa solo questo o hai anche altre paure? Nel caso sentiti pure libero di estrinsecarle nel modulo dei commenti, le leggerò con estremo interesse.

Anonimo ha detto...

Non mi va di discutere e/o risponderti in chissà che modo, perché è il blog di BimboSottaceto, persona che rispetto. E si parla di un suo problema importante.

Ciao.

BimboSottaceto semplicemente in bocca al lupo per tutto. Pure per la rabbia.

Anonimo ha detto...

non ho capito bene cosa li hanno trapiantato però a lui l'hanno guarito http://scienza.panorama.it/salute/guarito-dall-aids-crea-una-fondazione dovrebbe essere una buona notizia che stanno riusciendo a sconfiggiere questa malattia.