lunedì 30 luglio 2012

Capitolo 24: Sing me to sleep

Scherzo del destino, ho visto negli ultimi giorni un sacco di pazienti HIV positivi.
Persone del tutto normali che, però, tengono dentro di loro una bomba a orologeria che va continuamente disinnescata.
Ho talmente tanta voglia di chiedergli come si vive anni e anni così, con questa tensione, con questa paura... ma non posso parlargli, non è mai il momento opportuno, nella mia vita.

E, paradossalmente, la mia vita è come se mi si stesse allungando perchè non ho più sonno, una lunga corsa fino al mattino successivo, quando avrò qualcosa da fare per non pensare più a me stesso.
Continuo a non dormire.

Ho fatto il test definitivo.
I risultati ancora non sono arrivati.
E' strano, ci stanno mettendo molto ma io non ho neanche fretta di sapere: queste cose poche volte finiscono bene.

Intanto, continuo a non dormire.

Ho iniziato a fare un po' di attività fisica, per rilasciare i nervi. Mi piace tantissimo correre al Parque del Buen Retiro, passare di fronte al laghetto e al Palacio de Cristal, salutare i cigni che sguazzano e le famigliole che fanno picnic.
Nascondermi tra due cespugli e vomitare a causa della nausea che mi danno gli antiretrovirali.

Anche se corro per due ore, dopo non ho sonno.

Sono andato in una discoteca con degli amici.
Una discoteca, sabato sera. Non avevo molta voglia di andarci. Forse tutto è iniziato da qui.
Ho conosciuto un amico dei miei amici.
Si chiama Rosario. E' un nome così bello che non ho neanche voglia di camuffarlo mentre lui è il tipico ragazzo che non mi piace, tutto radical-chic, super-carino, super-figo, super-lasciami-stare.
Dopo un po' Rosario mi si avvicina e mi chiede che cosa ho.

Io: Che cosa ho?
Rosario: Sei l'unico che non ci sta provando con nessuno, qui dentro. L'unico che non ha bevuto e l'unico che non si è calato niente.
Io: Non è il caso.
Rosario: E perché no?
Io: Non sai neanche quello che dici.
Rosario: Neanche io ho voglia di stare qui.
Io: Me ne vado, salutami gli altri.
Rosario: Vado anche io, andiamo da me.
Io: Ok.

Non dovrei andare a casa di un altro ragazzo, però non ho sonno.

La casa di Rosario è la casa di qualcuno che parte: in camera sua, ci sono scatoloni ammassati, un letto sfatto e un comodino pieno di cose messe lì alla rinfusa.

Io: Te ne vai?
Rosario: Tra due giorni. Sai, è finito il tirocinio. Ritorno a Milano. Però mi dispiace.
Io: Darei non so cosa per andarmene anche io.

Rosario mi fissa in un modo che mi spaventa perché improvvisamente non mi sembra lo stronzo che avevo pensato prima.
Sembra quasi comprensivo.
Sembra quasi comprendere.
Io seduto su una sedia in camera sua, lui appollaiato sul letto.
Si accende una sigaretta e accende la radio, sintonizzandola su una stazione di vecchi successi.
Sono le 4 del mattino e ancora non sonno.

Rosario: Cosa hai?
Io: Ma niente. Ancora con questa domanda?
Rosario: E allora perchè non mi racconti niente di te?
Io: Ok. Vengo da un'isola.
Rosario: Si sente. Pure io. Ma da un'altra.
Io: Si sente. Mi piace toccare le pance. Sono tenere.
Rosario: E' per questo che fai il dottore?
Io: Può essere, non ci ho mai pensato, io non... spesso non so il perché delle cose che faccio.
Rosario: Neanche del perché vuoi andartene?
Io: Perché questo città FA SCHIFO.
Rosario: Solitamente alla gente piace: è grande, è pulita, c'è sempre il bel tempo, non ci sono discriminazioni...
Io: Per favore. Questa città promette lavoro senza poi avere i soldi per pagare gli stipendi. Questa città è superpulita ma non multa chi piscia per strada. Questa città promette grandi amori o avventure sessuali e poi...
Rosario: ... e poi...
Io: Lasciam perdere.
Rosario: Dipingi Madrid in un modo bizzarro. A me sembra che più che altro stai dipingendo la vita.

Lo guardo. Che abbia ragione? E' semplicemente la vita un gran disequilibrio?

Io: Guarda. Guarda fuori dalla finestra. Hai mai visto il cielo grigio a Madrid?
Rosario: Poche volte. Perché?
Io: Perché qui è come se non esistesse l'inverno. Ma a volte tutto è congelato, lo stesso. A me qui sembra che sia tutto una farsa. Madrid è come un mostro, un pagliaccio che se la ride di me, senza rispetto. Che ho fatto di male, io?

Non avevo intenzione di piangere di fronte a uno sconosciuto di 24 anni, con una lieve sfumatura rossastra nella barba che avrei voluto anche per la mia, con la vita che facevo io solo un anno fa, tra Milano e paesini della pianura padana, tanto studio e qualche distrazione, serate di nebbia e luci al neon, poche cose ma che mi facevano stare bene, poche cose da cui volevo fuggire.
Per cercare cosa, ancora non lo so.
So solo che non ho ancora sonno.

Rosario mi abbraccia.

Rosario: Vedi che qualcosa ce l'avevi?
Io: Quello che ho è un test positivo. Devo fare la controprova ma sto morendo di paura.E forse ho contagiato pure il mio ex che è stata una delle persone che ho amato veramente. Io gliel'ho detto ma non so se ha fatto il test anche lui, so solo che non mi chiama più. Mi sembra di non avere più una casa.

Rosario mi stringe più forte.

Rosario: Non so come aiutarti ma se potessi lo farei. Mi spiace esserci conosciuti così tardi.
Io: Le persone migliori le conosco sempre troppo tardi.
Rosario: L'importante è conoscerle.

Mi stringe ancora.

Rosario: Io tra due giorni parto. Promettimi che mi farai sapere come stai.
Io: Non posso.
Rosario: Perché?
Io: Perché forse non voglio saperlo neppure io.
Rosario: Se è vero che Madrid è tutta una finzione, tu cerca di rimanere nella realtà. Anche se non ti piacerà, anche se non ti andrà di dirmi come stai.
Io: Ci proverò.
Rosario: Sono le 5 del mattino: vuoi dormire qui con me?
Io: E smetterai di abbracciarmi?
Rosario: No.

Nella radio, intanto, passava una vecchia canzone degli Smiths.

...Sing me to sleep and then leave me alone...

6 commenti:

Andy Crop ha detto...

"Io: Per favore. Questa città promette lavoro senza poi avere i soldi per pagare gli stipendi. Questa città è superpulita ma non multa chi piscia per strada. Questa città promette grandi amori o avventure sessuali e poi...
Rosario: ... e poi...
Io: Lasciam perdere.
Rosario: Dipingi Madrid in un modo bizzarro. A me sembra che più che altro stai dipingendo la vita."

La tua descrizione di Madrid si può in effetti applicare perfettamente alla vita.
Perchè nessuna città è perfetta,la risposta giusta a tutte le tue domande e i tuoi desideri.
Perchè qualsiasi cosa quando la conosci diventa vera e le utopie crollano.
-
Non riesco a scrivere nulla di sensato sul test che non suoni idiota,retorico,pieno di rassicurazioni che suonano false.
Perciò mi limiterò a scrivere che in questi anni nei quali ti ho letto ho imparato che qualsiasi cosa succeda,tu sai superarla.
Semplicemente credo ma più realisticamente spero con tutto me stesso che tu sappia farlo ancora.

Anonimo ha detto...

Bimbo cerca di farti forza, non voler sapere non ti porterà di certo a stare meglio perchè non metterà fine a questo periodo di incertezza e ansia. Io ho fatto il test circa 2 anni fa, col mio ex ragazzo avevo deciso di passare alla pillola mi aveva assicurato che aveva sempre fatto sesso sicuro ed io come una scema gli ho creduto ciecamente, poi da quello che mi diceva ho capito che aveva avuto diversi comportamenti a rischio, ho incominciato a leggere vari siti internet e mi sono sentita una stupida per aver messo a rischio la mia salute così alla leggera, per aver lasciato il profilattico per la pillola senza prima fare entrambi il test. Per fortuna il test è risultato negativo senza dover passare per l'incubo di un falso positivo. A leggere alcuni commenti del tuo blog sembra che siamo tornati indietro di 20 anni come se essere sieropositivi corrispondesse a essere malati di aids, da quel che avevo letto oggi con le terapie e i controlli periodici si può evitare che il virus danneggi il sistema immunitario e far l'amore con il proprio compagno senza la paura di contaggiarlo. Piuttosto non capisco perchè stai prendendo tutte queste medicine, se non hai ancora i risultati del test di conferma non sei ancora HIV+ o sbaglio? Cerca di trovare la forza per reagire, sono convinta che ognuno di noi abbia incredibili capacità con cui far fronte anche alle prove più dure, se poi vedi che da solo non ce la fai ed hai bisogno di un sostegno nel centro in cui avevo fatto il test io c'era anche la consulenza psicologica, non vergognarti a far due chiacchere con loro, può essere più aiuto di quanto lì per lì si possa immaginare.

Anonimo ha detto...

Evita di isolarti, coinvolgi qualcuno, che sia Rosario o un altro tuo amico non affrontare tutto da solo, un punto di vista esterno e più oggettivo è necessario, così come è necessario che tu possa esprimere con qualcuno ciò che provi in questo momento.
Libera per favore la malattia da tutti i significati irrazionali che le vengono attribuiti, se effettivamente sei positivo non hai tempo da sprecare per il senso di colpa. Non penarti troppo per gli altri, sappiamo tutti come funziona, ci esponiamo tutti a questo rischio, le tue colpe per i contagi iniziano d'ora in poi.
Non togliere valore e valori alla tua vita, non vale di certo di meno di quella di qualcun'altro, l'obiettivo non è certo vivere il più a lungo possibile. Ricerca piacere e gratificazione, sei in un momento di stallo, hai bisogno di riaccenderti, concediti vizi che avevi abbandonato, ricorda ciò che più ti ha reso felice e fallo di nuovo!
Un abbraccio, ti auguro tanta fortuna


trp

Nìuro ha detto...

I tuoi post mi hanno divertito e fatto ridere un sacco, ora, il minimo che possa fare è mandarti un abbraccio.
L'hiv sarà uno stronzo ma dovrai esserlo più di lui, con lui.
Cuidate!

Indaco ha detto...

Ti ho letto per anni, ed era un po' che non passavo qui. Mi sono sempre chiesto se quello che scrivevi era totalmente reale, un'amplificazione della tua vita o una fantasia ben costruita. In ogni caso, ti ho sempre letto con piacere e partecipazione. Mi dispiace leggere queste parole e ti mando tanti pensieri positivi, che sia finzione o realtà.
Comunque, sei tu che continui a scrivere la storia, così come la vita. A prescindere da quello che succede, sei sempre tu a decidere con che stile scriverla o viverla. Spero che comunque sul tuo viso ci sia un sorriso.
Abbraccio forte.
D.

Anonimo ha detto...

se la Spagna nn ti piace + puoi sempre tornare in Italia dai tuoi amici e dalla tua famiglia. nn deve essere facile con quello che stai passando stare lì lontano da tutti, e in + se non hanno + i soldi per pagarvi gli stipendi come si fa a vivere, a pagare l'affitto ecc. e se finiscono i soldi e nn ti danno + le medicine che servono a curarti? qui in Italia non siamo certo messi bene ma almeno gli stipendi continuano a pagarli come al solito.
in bocca al lupo e cerca di ascoltare canzoni meno tristi :(