giovedì 29 marzo 2012

Capitolo 19: Lost in Milan

Madrid è una città che ti riempie di cose da fare, vedere e respirare. Anche quando sembra che tu ti stia abituando a una certa quotidianità, qualcosa di nuovo salta sempre fuori e bisogna farla per forza, non c'è scampo.
E, alle volte, questo ti porta a dover abbandonare Madrid stessa per un piccolo periodo di tempo: a causa di documenti che mi servivano per forza, sono costretto a ritornare nella mia bella cittadina universitaria alle porte di Milano.
Arrivo all'aeroporto tutto eccitato perchè è da molto che manco da casa e non vedo l'ora di rivedere i miei amici, la mia vecchia casetta, di provare di nuovo ad abitare da solo in una piccola città tanto carina e tranquilla.
Arrivo a casa mia e sono terribilmente felice. E' tutto così pulito, in ordine, perfetto, proprio come l'avevo lasciato. Una casa tutta mia in cui io sono tutto solo e autonomo, circondato da una città-bomboniera dove la fame e la guerra sono solo una favola, dove le ragazze sanno abbinare la borsa alle scarpe, dove Enzo e Carla non sono solo due stronzi della televisione bensì dei guru del buongusto e dove il sabato sera si va a letto all'una perchè tanto non c'è un cazzo.
Certo, non c'è la dinamicità della capitale spagnola ma c'è l'austera sicurezza di un piccolo centro italiano. Ovvio, non ci sono neanche i mille colori della terra dei tori (e non ci sono neppure i "tori") ma c'è la pace e la tranquillità dei giorni dei bravi lavoratori e delle notti del giusto e dell'onesto. E' vero, non c'è il clima quasi tropicale della penisola iberica ma, dopotutto, il freddo tempra l'anima e disciplina le menti.
E tutte queste differenze rispetto a Madrid, forse, non fanno un posto MERAVIGLIOSO della mia ridente cittadina universitaria alle porte di Milano?
...
No. Perchè, in pratica, dopo due giorni non vedevo l'ora di TORNARE A MADRID quanto prima.
Ma il destino aveva in programma per me delle belle sorprese, ancora.

Arrivato a casa un Venerdì, chiamo TheGentleMan per rivederci. Nonostante la nostra storia sia finita, è sempre un piacere rivederlo.

Io: Ciaooooooo! Sono tornato!
TheGentleMan: Ma ciaooooooooooo e quando?
Io: Oggi! Ci vediamo?
TheGentleMan: Uhm, ma certo... vediamo... Domenica pomeriggio?
IoPensante: Domenica pomeriggio? Ma che cazzo di appuntamenti si possono dare di "domenica pomeriggio"? Vuoi vedere che c'ha un altro?
Io: Domenica pomeriggio?
TheGentleMan: Sì ché ci tengo a dirti una cosa!
IoPensante: Ecco, appunto, lo sapevo: ha un altro.

Arrivato a casa di TheGentleMan...

[Convenevoli e blablabla]
TheGentleMan: Sai, ti devo dire una cosa...
IoPensante: Eccallà...
Io: Dimmi pure!
TheGentleMan: HO TROVATO MARITO!
Io: Lo sapevo già.
TheGentleMan: Come? E che cacchio ne sapevi?
Io: Non ci vuole la laurea. E poi ho visto la  foto su Facebook dove eri insieme a un tipo. E comunque potevi anche dirmelo prima.
TheGentleMan: Ma io ci tenevo a dirtelo di persona, perchè tu per me sei una persona molto importante e non volevo dirtelo per telefono anche  perchè non sapevo come tu avessi potuto prenderla e mi fa piacere che tu l'abbia presa così bene e blablablablablabla...
Io: ...
TheGentleMan: ... e inoltre io ti sto trattanto CON-I-GUANTI! Cioè non potrei mai sbatterti in faccia una cosa come questa via telefono, tu mica sei come tutti gli altri e guarda che con quegli altri tizi che frequentavo mica ho usato tutte queste premure, anzi! Me ne sono sbattuto, manco gliel'ho detto e, quando si sono rifatti vivi per scopare, li ho semplicemente sbolognati con un messaggino e blablablablablabla...
Io: ...
TheGentleMan: ... quindi devi capire che io faccio tutto questo perchè a te ci tengo e blablablablablabla...
Io: ...
TheGentleMan: ... e blablablablablablabla...
Io: Sì HO CAPITO. Ma scusa eh. Quindi allora noi come rimaniamo? Rimaniamo che siamo amici?
TheGentleMa: Beh sì.
Io: Ti spiace ricordarmi chi si era incazzato nero quando il sottoscritto ha proposto di diventare amici? E magari anche rinfrescarmi la memoria su chi aveva detto che noi non potremmo mai essere amici perchè siamo più che scopamici ma meno che fidanzati?
TheGentleMan: Beh, vabbè, ma è che in quel periodo della mia vita non potevo ancora concepirti come amico.
Io: Periodo della tua vita? Sarà stato un mese fa! Se tu sei fidanzato, io sono solo che felice per te. L'unica cosa che mi fa incazzare è che tu non me l'abbia voluto dire subito.
TheGentleMan: Ma non sapevo come l'avresti potuta prendere!
Io: Ma ti sembro il tipo che fa scenate??? Ma come avrei dovuto prenderla??? Tu abiti a Milano, io a Madrid! E ci siamo lasciati in perfetta armonia appunto perchè io partivo e non per questioni di corna o altro! Come avrei dovuto prenderla??? Io ti ho pure proposto di rimanere solo amici senza neanche più far sesso nelle sporadiche volte che ci saremmo visti! Come diavolo avrei dovuto prendere, secondo te, la notizia che ti sei fidanzato? Sarei stato felice per te! Mica ho la presunzione che noi possiamo continuare a stare insieme a 1400 km di distanza! E poi a me la nostra situazione di "coppia aperta" ormai stava stretta, non la volevo più e tu lo sapevi... insomma, ti sembro il tipo da fare scenate del cazzo? Questo sì che mi fa incazzare!
TheGentleMan: Bene...
Io: Un cazzo.
TheGentleMan: Ma non eri felice per me?
Io: Sì, lo sono.
TheGentleMan: Allora andiamo a fare un giretto? :)
Io: Certo :)

In metropolitana...

[Tu-tum, tu-tum... tu-tum, tu-tum...]
Io: Ci siamo solo noi a fare il giretto?
TheGentleMan: No, ci sono anche GliAltri.
Io: Ma non è che c'è anche lui?!?!?! Il TUO lui?!?!?!?
TheGentleMan: Abbassa la voce...
Io: E perchè?
TheGentleMan: Perchè non sei più a Madrid...
Io: E allora? Cos'è? Nella gayissima Milano non c'è più posto per un ragazzo che ama altri ragazzi? E questa sarebbe la tanto decantata apertura di mentalità dei milanesi? La tanto decantata capitale gay d'Italia? Eh? E questa sarebbe la città dove tutti se la tirano? Eh? E che motivo avete di tirarvela se non potete neanche andare in giro senza essere additati? Eh? Eh? EEEEEEEHHHH?
TheGentleMan: Vuoi abbassare quella cazzo di voce??? Comunque no, lui non c'è. Sta lavorando.
Io: Ah...
TheGentleMan: Ma se vuoi lo passiamo a salutare! Lo vuoi conoscere???
Io: Ma ti pare???
TheGentleMan: Ah-ah! Lo vedi che allora non l'avresti presa tanto bene???
Io: Ma che dici?!?!? Non stai più parlando di "comunicare" una bella notizia! Ora stai parlando di farmi vedere chi è che nel giro di...
TheGentleMan: ... due mesi...
Io: ...due mesi, appunto, è riuscito a strapparti la promessa di una relazione stabile quando io non ci sono riuscito in più di due anni!
TheGentleMan: Mh... va bene...
Io: Comunque no, dai. Sono imbarazzato. Tutto qua.
TheGentleMan: Ma guarda che lui sa tutto di noi.
IoPensante: E perchè cazzo gli hai detto tutto di noi?
Io: E gli sta bene che tu esca con me?
TheGentleMan: Certo, anche perchè ti ripeto che io a te ci tengo e il continuare a frequentarti non è un punto dove voglio discutere.
Io: Mh, va bene... un giorno me lo presenterai...
TheGentleMan: Ok...
Io: Scusa, hai detto DUE MESI!?!??! SOLTANTO?!?!?!

[Dopo aver fatto il giretto, casualmente capitiamo di fronte al negozio di abbigliamento che dirige il nuovo lui di TheGentleMan].
GliAltri: Ci fermiamo a salutarlo???
TheGentleMan: MA CERTO!!! Ora lo chiamo e gli dico di uscire!
IoMorto: ggggggghhhh...
IoPensante: Ok, no panic. Inspira. Espira. Di nuovo. Più profondamente. Immagina di essere in un'isola tropicale. Sole, mare e tanta pace dentro di te. E poi dai, se è il fidanzato di TheGentleMan, sarà sicuramente un tipo a posto, simpaticissimo... Eccolo che esce. E' davvero un bel ragazzo.

IoSorriso&ManoTesaPerStringereLaSua: Ciao, piacere, mi chiamo Enr..
LuiNessunSorriso&ManiInfilateInTasca: [a me, con un occhiataccia da stronzo che guarda un essere di merda e con un tono secco] Ciao. [A GliAltri] Allora, GliAltri, come va???

Avete presente quando siete talmente increduli e delusi dalla situazione che vi sembra che in un nanosecondo siate rinchiusi in una cella frigorifera, tramutati all'istante in ghiaccioli? Ecco, non è ancora abbastanza per descrivere bene come mi sentissi. Non ho più parlato per tutto il tempo che siamo stati con quel tizio il quale, d'ora in poi, sarà chiamato LoScontato (perchè? Beh innanzitutto vende vestiti CHEAPPISSIMI; in secondo luogo è castano, ha occhi azzurri, è gay e gestisce un negozio di abbigliamento... MOLTO ORIGINALE, DEVO DIRE! E non dirmi che magari hai tutta la discografia di Madonna!), ho tenuto le braccia incrociate, ho alzato gli occhi al cielo una quarantina di volte in quel funesto orribile quarto d'ora della mia vita come per dire "Che discorsi privi di profondità che fa quest'uomo" e, anzi, ho temuto che mi si ruotassero le pupille all'indietro quando volevo manifestare il mio disappunto per il suo essere così informato sui pettegolezzi di Dolce&Gabbana che volevano acquistare l'edicola che sta di fronte alla loro fottutissima boutique. Quando, poi, ci stava proponendo di andare a farci un giro per Milano con delle buste vuote col marchio del suo negozio (che, ripeto, vende vestiti di una marca orrendamente cheap) in modo da dare l'impressione che la gente va a comprare la roba là, ero davvero sul punto di rompere il mio voto del silenzio e dirgli "Guarda, grazie ma preferisco andare in giro con un cartellone pubblicitario dell'Ovviesse attaccato sul culo".

Lasciato finalmente LoScontato alle sue orripilanti vetrine e ai suoi terribili sguardi da checca acida stronza, mi chiedo COSA io fossi realmente stato per TheGentleMan: se lui ha manifestato la volontà di fidanzarsi con un ragazzo che è diametralmente opposto a me... io, per lui, cosa ero? Un diversivo intellettuale?
E se ero questo per TheGentleMan, lo sarò stato e lo sarò anche per tutti quelli che sono venuti e verranno dopo?
Una storia ti può lasciare l'imprinting a vita?
Il tuo passato sentimentale può condizionare anche il tuo futuro sentimentale?
Il buon giorno si vede dal mattino anche in questo campo?

Dopo che queste domande mi ronzavano nella testa, dopo aver ascoltato TheGentleMan che si scusava dicendomi che non poteva non salutarlo perchè, se LoScontato gli avesse chiesto dove avessimo fatto la passeggiata e avesse scoperto che siamo passati di fronte al suo negozio senza salutarlo (ammazza, gli fa il terzo grado stile KGB???), si sarebbe arrabbiato, dopo aver riflettuto sul fatto che TheGentleMan dice di trattarmi coi guanti, di trattarmi come lui vorrebbe che gli altri lo trattassero, mi domando perchè non sono stato trattato come IO volevo essere trattato. E la risposta arriva abbastanza facilmente.

EGOISMO.
Alla fine, TheGentleMan aveva questo come unico difetto: era egoista. Sì, mi voleva bene ma ne voleva più a se stesso. Sì, voleva stare con me ma non voleva privarsi neanche degli altri. Per quanto gentle man potesse essere con me, non lo sarebbe mai stato come lo sarebbe stato con sé stesso.
Alla fine, se non stavamo insieme, c'era un motivo: il suo fidanzato ce l'aveva già ed era lui stesso.
E un minimo di colpa... ce l'avevo anche io, lo scemotto che non aveva saputo porre un freno prima.
E pensare che questo scemotto aveva avuto pure il dubbio se partire o no in Spagna per farsi una sua vita, pensare che questo scemotto aveva anche una mezza idea di rimanere in Italia a sperare stupidamente che TheGentleMan potesse rendersi conto che stare con me non sarebbe stato poi così male, mentre invece TheGentleMan avrebbe tranquillamente continuato a rimorchiare chicchessia chissaddove, arrivando comunque un giorno a incontrare LoScontato e a darmi il ben servito. E a quel punto avrei capito che avevo rinunciato a Madrid per un sogno da cretini. E rinunciando a Madrid, avrei rinunciato anche a conoscere BigAngel.
E, ricordandomi di BigAngel, capisco che una storia non condizionerà quelle venture, capisco che non c'è un imprinting sentimentale. Capisco che tutto il passato sentimentale è soltanto un condimento a quel futuro che speriamo venga cotto meglio. Il nostro passato sentimentale è un limone da spremere; il futuro, invece, è la bistecca ai ferri. Ciò che dobbiamo mangiare è la bistecca, spruzzandoci sopra ogni tanto il limone per dare un sapore più intenso a quello che in questo momento stiamo mangiando.


E insomma, concludendo, la cosa che mi fa più incazzare è proprio questa: il suo egoismo. Una cosa che poteva fare (dirmi subito che era fidanzato) non l'ha fatta e, invece, una cosa che non doveva assolutissimamente fare (presentarmi quel suo malefico fidanzato), ecco, quella sì che l'ha fatta!
Ma bene. Ormai è andata.
Facciamo ancora due passi e poi saluto TheGentleMan e GliAltri, adducendo una scusa per la quale dovevo tornare presto nella ridente cittadina universitaria alle porte di Milano.
Arrivato in Stazione Centrale, ormai stava sbocciando la sera. Le luci del Pirellone e degli altri palazzi si riflettevano sul bianco edificio della Stazione. Quelle luci, quei palazzi, quel viavai allegro e vivace di persone, quell'aria serotina leggera e frizzante che tante volte mi aveva dato il benvenuto in quei sabati sera passati insieme a TheGentleMan.
Ora, invece, tutto quello mi sembrava un carnevale malefico, una farsa da cui fuggire, uno spettacolo teatrale in cui non avrei più recitato nessuna parte. Mi volto un attimo, appena fuori dalla metro, per riguardare con questa nuova prospettiva ciò che avevo fin'ora considerato una delle città che mi ha dato più momenti felici nella mia vita; mi volto ma non mi fermo, continuo a camminare e, nel giro di un secondo, riporto lo sguardo davanti a me, inorridito da quei mostruosi grattacieli vetrosi, facendomi ingoiare dalle enormi fauci della Stazione.
Appena salito sul treno, mi sono sentito meglio, come se rimanere per un altro minuto sul suolo di quella città mi avrebbe potuto portare sull'orlo di una pazzia, come se rimanere ancora in quel grande palcoscenico mi avrebbe potuto dare la consapevolezza che, in realtà, ciò che avevo non era la parte del protagonista ma solo quello della comparsa. Comparsa che, appunto, era destinata a scomparire.
Il treno si muove, le stelle occhieggiano sempre più numerose, la Centrale diventa sempre più piccola, Milano scivola nel buio lasciando il posto alla campagna.
Ritorno alla graziosa cittadina universitaria.
Arrivo a casa e mi rendo conto che si può contare solo su sé stessi.

Mi sento più solo ma, paradossalmente, mai stato meglio.

K.I.S.S. (Keep It Simple, Stupids)

giovedì 22 marzo 2012

Capitolo 18: Searching & Meeting

I giorni trascorrevano lenti e abbastanza uguali. Madrid aveva sempre lo stesso sapore frizzante e dinamico, come una sorsata di CocaCola fredda in piena estate. Il problema era che, ormai, sembrava che io avessi provato di tutto. Tra discoteche e studio, ormai, non riuscivo più a distinguere i giorni l'uno dall'altro: il sabato si distingueva dalla domenica e la domenica dal lunedì solo perchè i madrileni affollavano questo locale più che quell'altro, in quello specifico giorno. E, oltre ai madrileni, ovviamente, c'eravamo anche io e PetitePutaine.
Nonostante il fatto che PetitePutaine sia una zoccola, anche lui ha subito in passato una brutta ferita al suo cuore e, sempre come me, anche lui ha avuto come cornice la scintillante capitale spagnola. Lui era un argentino, un giovane 30enne praticamente perfetto e, per di più, sinceramente preso sentimentalmente da PetitePutaine. Tutta questa foga sentimentale, però, ha spaventato il mio zoccolissimo amico, timoroso di impegnarsi e di rinunciare alla possibilità di scaldare decine di cazzi cuori al giorno durante le nostre notti brave. Così, senza pensarci troppo, un giorno, PetitePutaine troncò con un banale messaggio, causando un certo risentimento da parte dell'altro (ossia: lui gli risponde che 'ste cose si dicono dal vivo, lui non risponde alle chiamate, lui lo cancella da FaceBook. Più che risentito, il nostro argentino era proprio incacchiato).

In uno dei nostri folli sabato sera, io e PetitePutaine ci trovavamo al The Paso, il bear-bar più fantastico di tutta la penisola iberica. Tra una birra e un CocaCola-Malibù, tra una risata e l'altra, tra un tentativo di approccio riuscito (quello di PetitePutaine) e uno fallito (il mio), ecco che, a un certo punto, nel locale...

PetitePutaine: Ommioddio.
Io: Beh che c'è?
PetitePutaine: Guarda chi c'è.
Io: Chi c'è?
PetitePutaine: E guarda!
Io: Oh.
PetitePutaine: Guarda: è in compagnia di un altro. Un altro che è esattamente il suo tipo. E' lo stereotipo del suo tipo. Che faccio?
Io: Beh potresti far finta di non...
PetitePutaine: E poi guarda come sta bene vestito così, non è mai stato così carino. Credo stia andando in palestra. Che faccio?
Io: Come cercavo di dirti prima, potresti far finta di non averlo visto e rimanere qui a parlare con me...
[l'argentino vede PetitePutaine e gli fa un gesto di saluto, sorridendo]
Io: ...ma dato che ti ha appena sgamato, ormai ti rimane solo una cosa da fare: vai e salutalo.
PetitePutaine [salutandolo e sorridendogli con un sorriso fintissimo]: M-E-R-D-A.

[PetitePutaine va a salutarlo, io rimango a sorseggiare Malibù e Coca e a guardare di sottecchi la scena]

TipoMoltoCarino1: Ciao, ho visto che sei solo... ti va di bere qualc...
Io: Sto già bevendo, grazie. Spostati.
TipoMoltoCarino2: Ciao! Non ho potuto fare a meno di notare che hai gli occhi neri... io adoro gli occhi ne...
Io: Ehi, senti, sono occupato ad ascoltare la conversazione a distanza del mio amico laggiù e, per di più, con la musica di Madonna a palla nelle orecchie. Affinchè ciò possa avvenire, o tace Madonna o taci tu. Ciaaaaaaaaao.
TipoMoltoCarino3: Sei veramente carino... stanotte a casa mia c'è un'orgia, solo bei tipi, ti va di unirti? Non te ne pen...
[Arriva PetitePutaine]
Io: [al tipo] No, scusa sono etero [A PetitePutaine] Allora?
PetitePutaine: Andiamocene da questo posto di merda.

[fuori dal locale, PetitePutaine inizia a piangere]

PetitePutaine: Solo ora capisco quanto lui mi piacesse.
Io: Senti, non ti preoccupare... evidentemente lui non era arrivato nel momento giusto, tu eri a Madrid da poco e avevi ancora voglia di divertirti e... dai, andiamo a mangiare qualcosa
PetitePutaine: Sono una troia. Ecco cosa succede ad essere una troia. Una lurida vergognosissima troia. E adesso chi me lo ridarà lui?
Io: Magari lui no ma ne troverai sicuramente un altro.
PetitePutaine: Dici? No, guarda. Lui è diverso dagli altri. Lui era perfetto. Io l'ho mollato perchè volevo continuare a divertirmi e trovare qualcuno di ancora meglio quando invece non mi rendevo conto che il meglio per me è proprio lui! Qui vendono pizze al taglio, prendiamo una pizza al taglio?
Io: Sì, viva la pizza. Ma che dici... avrà avuto dei lati negativi, no? Prova a pensarci: cosa aveva di negativo?
PetitePutaine: Uhm... me lo infilava tutto intero e con troppo vigore.
Io: Ecco, diciamo che la maggior parte delle persone è portata a considerare questo tratto del suo comportamente come un gran pregio più che come qualcosa da deprecare... però è già un passo avanti, su, prova a pensare a qualcos'altro...
PetitePutaine: No, ma poi l'hai visto il tipo con cui era?
Io: Eh.
PetitePutaine: Era troppo carino, cazzo.
Io: Eh.
PetitePutaine: Era proprio il suo tipo, cazzo. Mi passi un fazzoletto? Sono sporco di pomodoro.
Io: Eh. Tieni.
PetitePutaine: Sono fottuto.
Io: Eh. CIOE' NO! Volevo dire: NO che non sei fottuto! Ma figurati!
PetitePutaine: Dici che mi devo far risentire?
Io: Sì! Certo! Fatti risentire! Perchè tu NON sei fottuto!
PetitePutaine: Ok, gli manderò un messaggio. O lo chiamo?
Io: Magari un messaggio. Non so vedi tu, comunque.
PetitePutaine: Ho voglia di andare a dormire...
Io: Andiamo a casa, dai.
PetitePutaine: Sono fottuto.
Io: No che non lo sei.

E la verità era che, in realtà, nonostante il messaggino in cui dichiarasse di essere molto felice di averlo rivisto e il tentativo di telefonata, PetitePutaine non ricevette mai risposta dal bel gaucho delle pampas. La verità era che PetitePutaine, effettivamente, era davvero fottuto. Per potersi divertire come un mandrillo, aveva buttato quella (per lo meno finora) unica opportunità di vivere un vero amore. Più che essere fottuto, si era fottuto da solo. E, se quando stava mandando l'sms di fine relazione, PetitePutaine non si rendeva conto di quello che sarebbe andato a perdere... l'argentino, da parte sua, capiva benissimo che una persona come PetitePutaine, invece, andava decisamente lasciata perdere.
Troppa immaturità? Troppa giovinezza?
E' possibile scoprire di essere innamorati di qualcuno solo dopo averlo lasciato?
Affinchè una coppia possa essere stabile, bisogna prima romperla? E se, nel romperla, ci si rende conto che uno dei due pezzi non combacia più alla perfezione con l'altro? Il lasciarsi può aumentare, paradossalmente, l'attrazione?
Se inizi una storia con la voglia di finirla, è possibile finirla con la voglia di reiniziarla?
Inoltre, spesso confondiamo l'amore con il divertimento, convincendoci che le cose possono andare di pari passo: PetitePutaine non ci dimostra il contrario? Non ci dimostra per caso che, in realtà, niente nel campo dei sentimenti è divertente? La sua esperienza non ci dice, magari, che prima o poi ci si scotta?
L'amore, per essere tale, deve far soffrire?
I più grandi amori sono stati caratterizzati dalla sofferenza e tale sofferenza è stata causata per lo più dalle separazioni: Romeo e Giulietta, Capitan Pinkerton e Madama Butterfly, Renzo e Lucia...
Come possiamo, quindi, pretendere di amare divertendoci, senza pathos, senza piangere?
La vera espressione dell'amore sono i baci o forse sono le lacrime?


La settimana dopo, io e PetitePutaine prospettavamo di avere un sabato sera come tanti altri ne avevamo già avuti. In realtà, quella volta, ci eravamo puntati contro il destino e avevamo deciso di fare qualcosa di eccezionale: pizzeria e poi a casa. Niente uomini. Niente incontri, belli o brutti che siano. Niente turbolenze. Una pizza, una coca, due risate e poi a casa a dormire, per gustarci una domenica mattina senza cerchi alla testa e senza risvegli in casa di estranei.

PetitePutaine: Questa pizzeria è davvero bella!
Io: E la pizza?!?!? E' favolosa! Sembra di stare in Italia!
PetitePutaine: Giàààà! E le musiche di Mina e Nicola Di Bari? Stupende! Sai cosa dovremmo fare?
Io: Cosa?
PetitePutaine: RITORNARCI.
Io: Sìììììììì è un ottima idea!
PetitePutaine: Magari coi nostri nuovi fidanzati!
[frinire di grilli, rotolare di cespugli secchi]
Io: Sì, vabbè, comunque sai cosa pensavo l'altra sera?
PetitePutaine: Cosa?
Io: Che se hai sofferto, è vero amore.
PetitePutaine: Tu credi?
Io: Sì. L'amicizia può essere fatta tutta a rose e fiori. La scopamicizia anche, se vogliamo. Ma l'amore... oh no, bello mio: quello è un mazzo di rose spinosissime e, se vuoi odorarne l'inebriante profumo, sei costretto a sopportare una puntura ogni tanto.
PetitePutaine: Hai ragione! Sei saggio quasi quanto me, cavoli, mi commuovi!
Io: Ma ti sei mai domandato perchè tutto questo?
PetitePutaine: Perchè tutto questo cosa?
Io: Perchè stiamo in questi casini.
PetitePutaine: Beh bisogna provare, sperimentare, cercare...
Io: ESATTO. Il punto è proprio questo. Noi siamo come degli scienziati che vogliono portare avanti un esperimento senza però sapere quello che stanno cercando. Noi stiamo andando alla cieca. Noi non abbiamo ben chiaro se la nostra incognita sia X, Y o Z.
PetitePutaine: Uhm... non ti seguo...
Io: Se io so cosa voglio, la mia ricerca diventa facile: ho bene in mente l'oggetto del mio desiderio e non mi fermerò finchè non l'avrò trovato. Ma se io non lo so cosa diavolo voglio...
PetitePutaine: ... non potrò neanche iniziare la ricerca! Perchè non avrebbe senso! Hai ragione!
Io: Esatto. Quindi, la domanda è: noi cosa vogliamo?
PetitePutaine: Noi vogliamo vivere. Noi vogliamo l'amore.
Io: Ed essendo più specifici...
PetitePutaine: Beh non so...
Io: Vedi? Altra domanda, allora: noi SAPPIAMO cosa vogliamo?
PetitePutaine: No.
Io: Non possiamo iniziare una ricerca se non abbiamo chiari i nostri obiettivi! "Amore" e "Vivere" sono troppo vaghi... non sappiamo ancora cosa ricercare.
PetitePutaine: Ma io non so ancora come o chi è il mio amore... Cioè, allora noi, nel frattempo, cosa dovremmo fare?
Io: Già... questo è un altro punto su cui ho riflettuto.
PetitePutaine: Ovvero?
Io: Ovvero non dobbiamo fare niente.
PetitePutaine: NIENTE?!?!?
Io: Niente. La vita non è fatta di ricerche ma di incontri.
[PetitePutaine si ferma con la fetta di pizza in mano a mezz'aria]
IoStupiterrimo: Cazzo ma questa frase è BELLISSIMA!
PetitePutaineAmmiratore: Ti prego, dimmi che l'hai sentita in Sex & The City.
IoStupiterrimo: No, ti giuro! Mi è venuta adesso!
PetitePutaineAmmiratore: Ti adoro. Sei un genio. Ti prego, scrivi la sceneggiatura di un film.
Io: Comunque, concordi con quello che penso?
PetitePutaine: "Concordo" è dire poco. Quindi adesso noi...
Io: ... smettiamo di cercare.
PetitePutaine: Esatto. La vita è fatta di incontri, non di ricerche.
Io: L'amore si incontra, non si ricerca.
PetitePutaine: E quando lo incontreremo, lo riconosceremo.
Io: Perchè soffriremo.
PetitePutaine: Ma sentiremo anche un favoloso olezzo di rose.
Io: E se proprio dobbiamo "cercare", che sia solo una sana trombatina...
PetitePutaine: ... perchè quello è un obiettivo che abbiamo sempre BEN chiaro!
Io: Anche troppo! Un brindisi a noi!
[In alto i bicchieri e cin-cin].

E così si conclude il periodo della mia vita in cui andavo bendato alla ricerca di qualcosa che non si ricerca. Grazie, Madrid.


K.I.N.S.S. (Keep It NO Searching, Stupids)

Postilla:
Sono una merda. Lo so. Più di un mese senza scrivere.
Ma che cazzo di blogger sono?
D'ora in poi prendo un solenne impegno con voi: un post alla settimana. In rete ogni giovedì (il mercoledì non posso perchè esce già Topolino in edicola).
Ok? Bene. Stringiamoci la mano e ¡ya está!