martedì 18 settembre 2012

Appendice (infiammata?) al precedente capitolo


Purtroppo non posso mettere nei commenti le mie risposte alle reazioni sul post precedente perchè superavo abbondantemente i 400 milioni di caratteri e Blogger si è messo paura. Copio e incollo qui :)





Ma il casino che è scoppiato? Cercherò di rispondere a tutti in maniera esaustiva.

@Tutti quelli che sono contenti per la mia salute:
posso solo dirvi grazie e ricambiare l'abbraccio :)

@eFY:
sei adorabile! Ahahahahha!

@Marco, Symbelmune, Varenne e gli altri che si pongono ragionevolmente delle domande:
i dubbi che avete, purtroppo, non posso levarveli io. Al contrario di molti altri blogger, infatti, io NON voglio diventare famoso, NON metterò la mia fotografia nell’avatar, NON darò notizie precise sul mio conto, NON bramo sette milioni di followers su Twitter e Facebook  etc etc. Da qui si capisce facilmente come, nonostante sia veramente dispiaciuto per voi, non possa proprio arrivare dalla mia persona reale una benchè minima prova di quello che scrivo: semplicemente, per il mondo "al di là dello schermo", io rimarrò solo BimboSottaceto e non un ragazzo in carne e ossa con un nome e cognome veri e con cui poter parlare con facilità e togliersi qualsiasi dubbio su di lui e sulla sua vita. Proprio perchè quello che scrivo mi tocca da vicino e proprio perché, sfortunatamente, stavolta mi ha toccato qualcosa di grande, forse eccessivamente grande per un blog (perchè questo è: un blog. Ricordiamocelo. Non un manuale di buone maniere né di comportamenti virtuosi né un consultorio medico) preferisco che non sia palese chi sono io né chi siano le persone a cui mi riferisco né che i fatti che racconto possano essere riconosciuti facilmente.
Se provassi a immaginare che qualcuno che conosco legge il mio blog, l’unica cosa che proverei è probabilmente imbarazzo, paura di essere giudicato, criticato, stilizzato, non capito: per questo preferisco che tutto rimanga non “anonimo” bensì “diffuso”. Sarebbe a dire, cioè, che il mio intento non è che nessuno possa riconoscersi in quello che scrivo ma, anzi,  vorrei che tutti ci si possano rispecchiare almeno in parte e, perché questo avvenga, l’unico modo è usare l’anonimato su alcuni particolari, concentrando così l’attenzione su altri particolari ancora.
Il fatto che, poi, qualcuno di voi è meglio di 007 e mi trovi su qualche sito-pollaio con una facilità impressionante (ormai ho perso il conto di quelli che ci sono riusciti e dovrei davvero riprendere in considerazione il mio concetto di “anonimato”, a questo punto) è un altro discorso: nonostante cerchi di separare il mondo di questo blog dal mio mondo reale, nonostante cerchi di togliere nomi ed etichette ad una parte della mia vita e nascondere con colori sgargianti l’altra parte, evidentemente qualcuno sa comunque mettere insieme i pezzi del puzzle. Non è qualcosa che possa evitare: la “X”, l’incognita, l’avevo presa in considerazione fin dal principio. Qualcosa di sconosciuto, di non calcolato, sarebbe potuto balzare fuori quando meno me lo sarei aspettato, sarebbe potuto andare storto, avrei potuto fare un passo falso, avrei potuto dire troppo o forse troppo poco, avrei potuto essere tacciato di chissà quale comportamento abominevole, mi avrebbero potuto dare del frocio, avrebbero potuto capire chi sono… milioni di possibilità. Pazienza: non si è mai sicuri di niente neppure nella vita. Quindi perché spaventarsi per il blog?
Se fosse necessario, vi invito nuovamente a leggere le istruzioni per l’uso del blog: va letto per divertirsi, niente di più. Sotto non ci sono insegnamenti morali. E’ difficile da spiegare: racconto di me e di quello che vivo ma vorrei che chi si rapportasse a me, tramite questo blog, lo facesse considerando che (salvo casi eccezionali della vita in cui ci si incontri veramente) rimarrò per loro sempre una fantasia, un nickname  e poco di più. Non mi stupisce che ci sia chi non crede a ciò che scrivo: non dò prove della mia esistenza e non sono interessato a darle (anzi: sono interessato a NON darle!). Probabilmente anche io dubiterei di me stesso; sinceramente, però, è un problema che non mi tange e che, anzi, mi fa sorridere con affetto.
Ringrazio il commentatore Marco che ha definito il blog meglio del copione di una telenovela (per lo meno spero che fosse un complimento! Dipende dalla telenovela a cui ti riferivi!) però non penso che una bella sceneggiatura possa essere minimamente paragonata a neanche uno dei miei post!
Non toglierò la possibilità di fare commenti anonimi: non trovo senso a un blog se non si dà a tutti la possibilità di commentare… starà agli altri cercare il modo più giusto per farlo e a me andrà bene così.
L’argomento di come io sia esteticamente, sollevato da LadyGaga e da un altro anonimo, è divertentissimo: alcuni che mi immaginano bonazzo, altri un cesso… Ahahahahaha! Siete teribbbbili (con una sola R e cinquemila B)… comunque ringrazio l’anonimo per avermi definito, per lo meno, dotato di una innata simpatia e scopabile. Grazie di cuore, sei stato determinante: col tuo intervento, niente più Valium nella mia vita.
Credo di aver risposto a tutto e a tutti voi, anche se un po’ disordinatamente.
E come già detto in altre occasioni, se a qualcuno scapperà un sorriso o una lacrimuccia quando legge qualche mia stupidaggine… beh, forse loro hanno trovato la vera risposta ai dubbi che alcuni si pongono.
Del tutto involontario ma maledettamente vero.

K.I.S.S. (Keep It Simple, Stupids)

sabato 1 settembre 2012

Capitolo 25: Sky

Stamattina, ho chiamato alle Malattie Infettive dell'ospedale, per sapere se avevano intenzione di dirmi entro il secolo venturo come fosse andato il mio esame. Mi hanno detto che c'è stato un problema nel sistema di informatizzazione dei risultati e che per questo risultava impossibile visualizzarli tempestivamente ma che, adesso, posso vederli da qualsiasi computer dell'ospedale.
Oggi ho guardia, una lunga guardia dalle 15 alle 9 del mattino dopo.
Come ho trovato il tempo di scoprire che il primo esame è positivo, avrò il tempo anche di scoprire che lo sarà il secondo.
E' come entrare in un nuovo mondo, un po', no?
E' come se tutto cambiasse.
Domani iniziano le mie ferie e, arrivato a casa, dovrò anche dirlo ai miei genitori. Non ce la faccio ad affrontare tutto totalmente da solo.
Non avrà molto senso continuare a scrivere sul blog: in fin dei conti, il ragazzo ad alta Deviazione Standard non c'è più.

Ultimo K.I.S.S. a tutti.

Questo è quello che ho scritto all'inizio di Agosto.
L'avevo lasciato in forma di bozza, qui sul blog, senza mai pubblicarlo. Dato che ero effettivamente molto convinto che scrivere sul blog non avesse più senso, perchè non smettere subito? Forse avrei dovuto cancellarlo anche dalle bozze ma ho preferito tenerlo come se fosse un post solo per me.
Poi, a causa di una telefonata, ho deciso di pubblicarlo e raccontare quello che è successo dopo.

Durante la guardia, il mio capo è MirandaBailey. L'unica differenza tra lei e il personaggio di Grey's Anatomy è che lei è bianca, più alta e galiziana. Per il resto ha la stessa incazzosità con noi specializzandi che, al confronto, la Figàngela era una mansueta gattina.
Durante la guardia, la mia testa non ne vuole proprio sapere di usare il computer per altre cose che non siano quelle necessarie ai pazienti che mi sono stati assegnati però sapevo che ormai stavo finendo tutti i miei compiti, le ore piccole della notte si avvicinavano e, se nessun paziente nuovo fosse arrivato, sarei stato con le mani in mano.
Mi ritrovo con le mani in mano, infatti: mi faccio coraggio e cerco i miei risultati nell'intranet dell'ospedale.
Appena apro il PDF, sento un sibilo di serpente alle mie spalle: è MirandaBailey.

MirandaBailey: Ti stai rilassando guardando come stanno le tue transaminasi?
Io: Oh, guarda, tutto a posto, le analisi per domani mattina del box 10M le ho già chieste, il 12P sta facendo la trasfusione e quando la finisce gli programmo un emogramma di controllo; l'RX torace del 9 era negat...
MirandaBailey: Non me ne frega niente. Come va la diuresi dell'11A?
Io: Oh, ora vado a ved...
MirandoBailey: Ora vai a vedere? ORA VAI A VEDERE? E perchè invece di rimanere qui a cazzeggiare al computer non l'hai vista PRIMA? Eh? Ma lo capisci il castigliano quando te lo parlano? Ascolta, io non so l'italiano ma tu devi sapere lo spagnolo e se ti dico che la diuresi dell'11A va controllata ogni ora, tu ogni ora me la devi saper dire!
Io: Ma te la dico in un secondo!
MirandaBailey: L'ho già vista io, ragazzo mio. Ha pisciato 500. Aggiorna la sua cartella e così lo possiamo mandare a casa. Pensaci tu.

Arriva un nuovo paziente. Un probabile infarto.

MirandaBailey: Cazzo. Vai a vederlo tu e qui ci penso io.
Io: Ok.
MirandaBailey: BimboSottaceto?
Io: Sì?
MirandaBailey. Ho notato che SEI LENTO. Questo è un servizio di Urgenza. Non siamo in una Reumatologia. SPICCIATI.

Dopo che ho sistemato il paziente e dopo essere stato rassicurato dagli altri miei colleghi che MirandaBailey è una brava ragazza, un ottimo medico ma è fatta così e non me la devo prendere, arriva finalmente la tranquillità tale per cui ci dividiamo i turni per dormire. A me capita il secondo turno: alle 6 del mattino potrò già andare via dall'ospedale, prima del previsto.
Mi va totalmente via dalla testa il fatto che io devo ancora sapere se il mio risultato del Western Blot è positivo o meno. Mi dimentico totalmente che io ho la possibilità di sapere finalmente se ho o non ho l'AIDS.
Dopo il passaggio delle consegne, vado nello spogliatoio, mi faccio due chiacchiere con gli altri ragazzi che smontano la guardia e usciamo tutti insieme.
Lì fuori dallo spogliatoio, coi suoi occhi scuri e la mandibola serrata come in un morso, MirandaBailey stava aspettando qualcuno.

MirandaBailey: BimboSottaceto, aspetta un attimo, ti devo parlare.

Gli altri miei compagni spalancano gli occhi e fanno un'espressione come per dirmi "Sei nei guai, amico mio: oggi ti ha preso di mira", mi salutano e salgono le scale verso il piano terra. Io penso che sto in un incubo e che non vedo l'ora di svegliarmi nel mio lettone.

MirandaBailey: La RX torace del 9 non era per niente negativa. C'era una scoliosi dorsale.
Io: Beh vabbè, l'ho comunque refertata e ad ogni modo il paziente veniva per un'angina...
MirandaBailey: Allora la prossima volta specifica meglio per COSA l'esame lo ritieni negativo. Voglio precisione e completezza, hai capito? Precisione e completezza. E rapidità.
IoPensando: Questa è fuori di testa.
MirandaBailey: So che è questo è il tuo primo periodo di lavoro, le tue prime guardie e tutto, ma proprio per questo hai molto da imparare e quindi cerca di SBRI-GAR-TI quando fai le cose. Più ti sbrighi facendo le cose che già sai fare... perchè le sai fare e tu lo sai... e più avrai tempo per imparare cose che ancora non sai.
Io: Ok, scusami. La prossima volta sarò più svelto.
MirandaBailey: Un'altra cosa: ho visto le tue analisi.

Un fulmine mi passa per la testa: le analisi! Ma quanto sono idiota! Ho lasciato il PDF aperto sul pc!

MirandaBailey: Capisco che sei stato agitato e magari avevi la mente altrove ma non sognarti che io possa essere meno dura sul lavoro di quello che già sono, hai capito? Siamo medici, abbiamo a che fare con la vita delle persone e voglio il massimo da te. Se hai dei problemi che ti impediscono di concentrarti sul lavoro, devi chiedere dei giorni di ferie. Quando avrai risolto i tuoi problemi, allora potrai tornare a la...

Io: Miranda, scusami, ma devo proprio andare a vederle perchè ancora non...

MirandaBailey non dice niente, semplicemente mi fa cenno di stare zitto e tira fuori dalla tasca del suo camice un foglio: le mie analisi, stampate.

Sono negative.
Il test definitivo è negativo.
Non sono sierpositivo.
Io non ho l'HIV.

Io: Oh, Dio mio tu non sai neanche...

Mi rendo conto che tremo e MirandaBailey mette una mano sul mio avambraccio, come per fermarmi, come per calmarmi.

MirandaBailey: Non lo so ma posso provare a immaginarlo. Adesso, abbiamo finito la guardia. Abbiamo la giornata libera. Non pensare più a questa brutta storia. E sai cosa deve fare uno specializzando del primo anno quando finisce la guardia e sta ancora a parlare col suo capo?
Io: No... che cosa?
MirandaBailey: Gli offre un caffè alla macchinetta. Tira fuori le monetine, bello.

Io e MirandaBailey ci facciamo una risata. Una risata liberatoria. Per lei, liberatoria della tensione della guardia; per me, liberatoria di tutto, di tutto il marcio che stavo accumulando dentro.
Saliamo al primo piano e usciamo fuori, coi nostri caffè in mano.
Ci sediamo in una panchina che c'è nello spiazzo verde di fronte all'ospedale.
Due camici bianchi con ancora il fonendo al collo, intenti a raccontarsi di quanto sia bella la Galizia e quanto sia bella una piccola isola italiana al centro del Mediterraneo.

Alzo gli occhi e vedo che il cielo, sopra Madrid, dopo una dura notte nera, diventa un'altra volta azzurro.

E capisco che è qui che voglio stare.

K.I.S.S. (Keep It Simple, Stupids).